Il comune di Marsciano intende promuovere una progettazione a livello di Zona sociale per prevenire e contrastare questo fenomeno

1Marsciano, 10 febbraio 2020 – L’Amministrazione comunale di Marsciano si farà promotrice di azioni concrete per contrastare sul territorio i fenomeni di bullismo e cyberbullismo. In questo senso un primo intervento riguarderà la progettazione di attività con le associazioni Libertas Margot e Pepita Onlus attraverso il coinvolgimento delle scuole e della Zona sociale n. 4 della Media Valle del Tevere.

2Un impegno preciso che è emerso a seguito dell’incontro organizzato proprio dal Comune di Marsciano insieme ai Comuni di Collazzone, Deruta e Todi, venerdì 7 febbraio in occasione della Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo. “Il nostro obiettivo – spiega l’assessore alle politiche sociali Manuela Taglia – è partire da momenti di confronto, ascolto e sensibilizzazione su queste importanti problematiche per arrivare, poi, ad attivare interventi sul nostro territorio in grado sia di offrire risposte concrete alle vittime che fare prevenzione.

È quindi indispensabile coinvolgere la scuola, le famiglie e fare una progettazione di Zona, avvalendoci delle professionalità e delle competenze che sono in capo a tante realtà associative che già operano sul territorio, come nel caso di Libertas Margot e Pepita Onlus. Naturalmente saremo aperti ad approfondire tutte le proposte che possono arrivare dal terzo settore e dallo stesso mondo della cultura, il quale può rivestire un ruolo fondamentale in quella che è l’educazione al rispetto della dignità umana”.

Quello del bullismo, soprattutto nella sua declinazione “cyber”, è un fenomeno che coinvolge un’ampia fascia di età e presenta numeri decisamente rilevanti. Un fenomeno sul quale non solo le famiglie e la scuola stanno in questi anni prestando maggiore attenzione, ma anche il legislatore.

“Il bullismo tocca tutti quanti – ha infatti precisato il sindaco di Marsciano Francesca Mele intervenendo al dibattito di venerdì 7 febbraio – e non coinvolge esclusivamente le famiglie con figli in età adolescenziale. Se è vero che proprio questa fascia è la più interessata, è bene ricordare che i fenomeni di bullismo coinvolgono anche i bambini ed è giusto che se parli fin dalla scuola primaria. Oggi, oltre 50 ragazzi su 100 tra gli 11 e 17 ne sono entrati in contatto.

E la sua più nuova variante, il cyberbullismo, ne è una manifestazione purtroppo ancora più strisciante perché dietro lo schermo possono celarsi personalità che nella vita reale mai sospetteresti. Sappiamo che tutto ciò che è digitale è affascinante per i giovani, quindi educarli a un approccio e un utilizzo corretto del mezzo spetta a insegnanti e genitori. C’è un gap enorme tra genitori analogici e figli digitali che va colmato per poter riconoscere il problema in tempo e, magari prevenirlo. In questo senso, una delle azioni da mettere in campo sarà quella di favorire momenti formativi per i genitori”.

E da molti degli interventi dei relatori presenti all’incontro promosso dal Comune di Marsciano sono emerse proprio le difficoltà che i genitori oggi devono affrontare per abbattere le barriere che li dividono dai figli. Barriere anche comunicative, come ha affermato la sociologa ricercatrice dell’Università di Perugia Rosa Rinaldi. È infatti necessario parlare dei contesti nei quali si genera il bullismo, virtuali e non, e la discussione deve partire da – e coinvolgere – i genitori stessi.

Prendere coscienza dei canali di comunicazione dei ragazzi e della differenza tra bullismo e bullismo virtuale è il primo passo per limitare questa problematica. Il terreno per episodi di maltrattamenti e violenza è reso ancora più fertile dell’anonimato garantito della rete, una falsa forma di sicurezza che limita la percezione stessa di aver commesso un reato. Ma è di reati normati da una precisa regolazione giuridica che si sta parlando, come ha ricordato l’avvocato Gianmarco Cesari, presidente dell’osservatorio vittime LIDU (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo). Anche la legge si sta adeguando per far fronte a questa problematica, garantendo punti d’ascolto e sportelli che devono, tuttavia, essere presidiati da personale che ha ricevuto una specifica formazione.

 

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Written by Gilberto Scalabrini