E' allestita nel museo del Laterizio, prorogata fino al 15 marzo. Ancora aperte le iscrizioni al “V Premio Nazionale Artistico Antonio Ranocchia”

1Perugia 19 febbraio 2020 – Si terrà sabato 29 febbraio alle 10,30 nel Museo dinamico del Laterizio di Palazzo Pietromarchi a Marsciano, la Giornata di studi dal titolo: “Il significato dell’arte della scultura di Ranocchia”. Oggi a presentare l’evento, nella sede di Piazza Italia della Provincia di Perugia, sono stati: Deanna Mannaioli presidente associazione Pegaso, Massimo Ceccarelli custode patrimonio artistico di Ranocchia e Mauro Cesaretti Consigliere di amministrazione fondazione cassa di risparmio di Perugia.

La mostra dedicata all’artista, nell’anno del trentennale della sua morte, aperta a dicembre 2019, è stata prorogata fino al 15 marzo 2020 e avrà diverse iniziative collegate. “La mostra Il linguaggio dell’animavuole celebrare l’artista nel trentennale della scomparsa – ha detto Mannaioli -, con il proposito di consegnare ai suoi concittadini le opere inedite: sculture, bozzetti, vasi, disegni di raffinata fattura che la moglie Irma ha sempre custodito gelosamente. Ricordiamo che è ancora possibile partecipare al “V Premio Nazionale Artistico Antonio Ranocchia” (il bando chiude il 27 aprile).

I partecipanti dovranno proporre opere ispirate ai temi centrali dell’esperienza artistica di Ranocchia quali: i sentimenti umani, la religione e i paesaggi umbri. Il 9 maggio si terrà la premiazione dei primi classificati nelle categorie Scultura e Pittura (premio di 500 euro). Un altro appuntamento importante è quello del 28 febbraio Santa Maria degli Angeli per la presentazione catalogo della mostra, mentre il13 marzo si terrà un incontro con il liceo artistico di Deruta che prevede anche la lettura di brani tratti dai diari di Ranocchia. Ceccarelli nel suo intervento ha ricordato la vastità dell’opera di Ranocchia che in questa mostra racchiude più di 100 le opere tra disegni, vasi e bozzetti.

“La mostra ricorda ‘zia Irma’ – ha detto Ceccarelli – la compagna dell’artista che è stata sempre vicina a questa grande personalità e dopo la morte si è occupata con dedizione del suo patrimonio. Grazie a Pegaso alla fondazione per aver dato spazio a questa esposizione”. Infine Mauro Cesaretti ha sottolineato le tante donazioni (circa 80 opere) che Ranocchia ha fatto alla Fondazione cassa di risparmio di Perugia: “Due sale di Palazzo Baldeschi sono dedicate all’artista segno dell’importanza culturale delle sue opere. La Fondazione ha portato tre opere molto importanti a Marsciano che aprono proprio la mostra al Museo del Laterizio”.

Biografia dell’artista Antonio Ranocchia nasce a Marsciano il 5 Marzo 1915. Sin da ragazzo dimostra una spiccata propensione per l’arte, in particolare quella plastica, seguendo lo scultore Pietro Guaitini operante negli anni venti alla “scuola di Scultura e ornato”, presso le Fornaci Briziarelli di Marsciano, improntato alla realizzazione di decorazioni per chiese, cappelle e fregi per palazzi. Antonio Ranocchia nel 1935, già maestro d’arte, si perfeziona a Firenze studiando gli artisti del Trecento e del Rinascimento e insegna educazione artistica presso la scuola media.

A Perugia, dal 1969 al 1975 tiene corsi di
scultura presso l’Università per Stranieri e nel 1979 è nominato “Accademico di merito” dall’Accademia di Belle Arti di Perugia “Pietro Vannucci”. Tra il 1968 e il 1969 scolpisce tre gruppi di via Crucis per il Santuario di Collevalenza. La vera svolta artistica: nel 1972 tiene due mostre alla Galleria Mouffe di Parigi, che gli permettono di essere ogni anno invitato al Saloon des Indépendants al Gran Palais de Paris, inoltre e una personale a Todi al Palazzo del Popolo, Sala delle Pietre. Le sue opere si trovano anche a Roma negli appartamenti Vaticani, a Parigi, Salisburgo, Montreal nonché in collezioni private in Umbria: Palazzo Baldeschi, Accademia di Belle Arti, Università di Agraria, Comune di Perugia, Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte di Marsciano. Tutte le iniziative sono state realizzate con la collaborazione del Comune di Marsciano e del Lions Club.

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Written by Gilberto Scalabrini