1Perugia, 20 marzo 2020  – Andiamoci piano con le mascherine fai-da-te. Possono essere un ulteriore spreco e non servire assolutamente a nulla. È il caso di quelle realizzate con la carta da forno (tra l’altro hanno la controindicazione del silicone) o di alcuni modelli che circolano in Rete realizzati perfino con le coppe da reggiseno. Una mascherina fai-da-te, potrebbe essere utile in momenti di emergenza per affrontare la mancanza di prodotti in commercio, ma nin certo sul posto di lavoro. A tal proposito, scrive Sgallòa della Cgil:  “Riceviamo in questi giorni diverse segnalazioni da parte di lavoratrici e lavoratori preoccupati per l’utilizzo nelle loro aziende di mascherine non certificate e inadeguate. Vogliamo ricordare che in nessun caso possono essere considerate ‘Dispositivi di protezione individuale’ mascherine fai da te, improvvisate e non rispondenti ai criteri di legge”. Ad affermarlo è Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria.

“Approfittiamo dell’occasione per ribadire che nelle aziende la cui attività non è stata vietata dall’ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri – continua Sgalla – vanno rispettate nella maniera più rigorosa le prescrizioni previste dalle autorità sanitarie, a partire dalle dotazioni di Dpi a norma. E che laddove ciò non sia possibile, l’attività va sospesa, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali, come previsto dal protocollo sulla sicurezza firmato tra Governo, sindacati e parti datoriali”. (72)

Share Button

Written by Gilberto Scalabrini