Invito rivolto all’Amministrazione regionale e a chi continua a recarsi in ufficio quando non è necessario

1Perugia, 22 marzo 2020 – Nonostante l’aggravarsi della diffusione del virus COVID-19, si ha notizia di persone che si ostinano a recarsi in ufficio per svolgere attività che non richiedono la presenza in servizio e possono essere svolte a distanza o per accontentare la richiesta di altri soggetti che ritengono indispensabile la loro presenza negli enti, anche se ciò non corrisponde al vero. Si registrano persino casi di chi impone ad altri, indebitamente, la presenza in servizio, per l’elaborazione di documenti, la sottoscrizione di atti o il confronto su possibili decisioni da assumere.

Tali comportamenti che potrebbero apparire dettati dal senso del dovere verso la propria amministrazione, manifestano invece una grave irresponsabilità e contribuiscono alla propagazione del contagio o comunque non favoriscono il suo rallentamento. Oltre alla personale esposizione al rischio, infatti, mettono in serio pericolo l’incolumità altrui.

Peraltro, tale leggerezza è gravemente irrispettosa nei confronti di tutti quegli operatori che si trovano costretti ad assicurare la loro prestazione senza limiti di orario e in condizioni emergenziali e rischia pertanto di compromette l’efficienza del servizio sanitario, già messo a dura prova. Invitiamo l’Amministrazione ad indicare con la massima celerità e precisione il personale per cui è richiesta l’irrinunciabile presenza in servizio. Conseguentemente, tutte le persone che non siano costrette da ragioni di emergenza e non prestino servizi che richiedano la presenza, daranno il loro contributo all’attività di contrasto alla diffusione del virus, astenendosi dal recarsi in ufficio e non richiedendolo ad altri, senza alcuna reale esigenza.

Lo chiediamo nell’interesse del Paese e per il rispetto che si deve agli operatori impegnati nei servizi indispensabili e soprattutto a tutti quei cittadini che sono stati colpiti dal contagio, anche con il prezzo della propria vita.

 

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Written by Gilberto Scalabrini