Il presidente Carlo Ghista e il maestro Francesco Favorito della world gluten free chef academy fanno un appello per "aiuti concreti altrimenti le nostre aziende collassano”

1Terni, 24 marzo 2020 – “In questo momento di difficoltà ci servirebbe almeno di fare chiarezza sul alcuni punti del decreto emanato dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte”. Queste le parole di Carlo Ghista, presidente dell’associazione provinciale cuochi Terni e del maestro pasticcere Francesco Favorito della world gluten free chef academy. “Siamo confusi – continuano – perchè dopo il decreto legge mancano circolari attuative come ad esempio di come mettere in cassa integrazione i lavoratori dipendenti (Cig) o come partecipare alla sospensione dei finanziamenti o mutui presso gli istituti di credito. Molti istituti di credito presenti nel territorio provinciale non sanno dare risposta.

E’ vero, che la situazione è una pandemia sanitaria ed è giusto rimanere in casa per debellare il Covid-19, ma fino ad oggi non c’è chiarezza da parte del Governo. Noi, piccoli imprenditori, chiediamo di vedere un futuro, un barlume di luce per evitare una ‘pandemia’ facilmente prevedibile in economia. Noi siamo persone oneste, che lavoriamo ore e ore al giorno, ci rendiamo disponibili sempre per essere in regola con le norme sanitarie e norme bancarie in primis. Molti di noi rischiano di non aprire più. Oltre a disfare aziende magari decennali, costruite con sacrifici personali di sudore, sacrifici economiche, sogni lungimiranti nell’investire il tutto nella propria attività sarà un dramma personale, dramma rivolto ai personale dipendente costretto al licenziamento, e costretti a non pagare fornitori, mutui o affidi bancari”.

Il dramma dunque nel dramma se non vengono applicati quanto prima il decreto già in Gazzetta Ufficiale. “Vogliamo lanciare – concludono Ghista e Favorito – un appello al presidente Conte quello che il decreto venga applicato quanto prima da tutti. E’ bello stare in famiglia, ma come imprenditori, pensiamo ogni giorno alla nostra azienda, stiamo impazzendo con l’idea di non poter pagare le scadenze previste e messe in scaletta come tutte le aziende italiane. Immagini a non poter più avere i soldi per pagare gli stipendi, le bollette, i mutui, i fornitori; ecco queste le nostre priorità”. (131)

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Written by Gilberto Scalabrini