Operatori accusati di aver contratto il virus fuori dal lavoro: “Ma con quale sensibilità si affermano cose simili?"

ospedalePERUGIA, 27 marzo 2020  – “Non solo in tutti gli ospedali dell’Umbria e nei servizi territoriali il personale sanitario è stato obbligato a lavorare in una condizione oggettiva di insufficiente protezione, ma l’impressione è che l’attuale priorità delle Aziende possa essere quella di scaricare le responsabilità sugli operatori, piuttosto che garantire la loro salute e sicurezza sul lavoro”. È una nuova dura accusa quella che i sindacati dei lavoratori della sanità dell’Umbria, Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, lanciano all’indomani del confronto avuto con la Regione nel corso del quale – spiegano le tre sigle – il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Perugia, parlando degli operatori sanitari già risultati positivi al Covid-19, ha dichiarato testualmente: “Si stima un’equa distribuzione tra chi si è contagiato sul lavoro e chi in occasione di altri rapporti sociali”.

Da eroi a untori quindi?: è quanto si chiedono i sindacati che hanno distribuito tra i lavoratori un nuovo volantino, dopo quello che pochi giorni fa aveva fatto esplodere il caso del clamoroso taglio degli stipendi per infermieri, tecnici e oss.
“Ma con quale sensibilità di affermano cose simili – si domandano Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl – mentre i lavoratori si stanno spendendo, anima e corpo, con sacrificio? E cosa fanno le aziende per proteggere operatori e pazienti da questo rischio?”.
“Pretendiamo che tutte le aziende tutelino la salute dei lavoratori – concludono i sindacati – Gli eroi si riconoscono con i fatti, non a parole”. (91)

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Written by Gilberto Scalabrini