Con “Le storie nella Storia” si racconta una tappa importante della storia economica e sociale dell’Umbria. Pubblicato oggi l’articolo che rientra nella rubrica attivata in seguito all’emergenza Covid-19 dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria e delle Marche e realizzato con i documenti raccolti nell’archivio conservato a Perugia grazie ad una convenzione tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e Unicredit

1Perugia, 03 aprile 2020 – “Della Cassa di Risparmio di Perugia oggi ci resta un cospicuo archivio che, grazie ad una convenzione tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e UniCredit, è rimasto nella nostra città. Le carte, riordinate e inventariate ci raccontano, insieme alle vicende dell’Istituto, cinquanta anni di storia della città e della provincia di Perugia”. Si conclude così l’articolo pubblicato oggi dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria e delle Marche nell’abito della rubrica “Le storie nella Storia”. L’iniziativa è stata attivata in seguito all’emergenza Covid – 19 dalla Soprintendenza che, in un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo, è impegnata a continuare la propria attività non solo per la parte, indifferibile, della tutela e della vigilanza, ma anche per quella della valorizzazione e promozione.

Ecco, dunque, che gli archivi e le biblioteche possono offrire un momento di distrazione, raccontando storie interessanti e importanti attraverso documenti, antichi e moderni, su luoghi, fatti e persone del territorio umbro .
I documenti hanno dunque permesso a “Le storie nella Storia” di ricostruire uno spaccato importante della storia economica e sociale della nostra regione: l’articolo “111 anni fa “rinasceva” a Perugia la Cassa di Risparmio”, è un “viaggio che a partire dal 22 marzo 1909  – quando si riunì il primo Consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Perugia presieduto dal marchese Ruggero Ranieri di Sorbello – ripercorre le tappe dell’Istituto per documentare l’importanza che rivestì per l’Umbria.” (175)

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Written by Gilberto Scalabrini