1Terni, 6 aprile 2020 – Asporto si o asporto no. Questo è il dilemma di molti ristoratori in questo periodo di emergenza Coronavirus. A chiarire i dubbi sono l’Associazione cuochi provinciale di Terni e la World Gluten Free Chef Academy. “La ristorazione – spiegano – con somministrazione (codice 56.10.11) è un’attività permessa soltanto tramite consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto. In questo caso, però, è da sollecitare norme sanitarie più perfezionistiche, di Haccp, e grazie a questa formula si possono evincere molte problematiche di interpretazione della legge dedicate alla salubrità dei nostri alimenti che andremmo a consegnare con l’asporto.

Per esempio mezzi di trasporto adatti, o relativi contenitori che garantiscano la salubrità degli alimenti. Invece per la somministrazione diretta al pubblico, se posti solo all’interno degli ospedali e degli aeroporti, e solo se in grado di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di 1 metro. Gelaterie e pasticcerie ambulanti (codice 56.10.41) e ristorazione ambulante (codice 56.10.42) sono attività permesse soltanto se in grado di garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di 1 metro, quindi dallo street food è possibile acquistare perché giustamente ritenuto asporto”. Intanto sia l’Associazione cuochi provinciale di Terni e la World Gluten Free Chef Academy sperano che piano piano le attività possano ripartire quanto prima in attesa perchè le saracinesche di molte attività sicuramente non si apriranno più.
“Speriamo – concludono – che nel decreto legge denominato da molti economisti di fama internazionale ‘bazooka’ ci sia la tanto decantata liquidità alle imprese e la semplicità nell’erogazione senza dover passare il tutto davanti alla burocrazia”. (343)

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Written by Gilberto Scalabrini