Una lezione di LUCIANO LOSCHI
Presidente dell’ ACCADEMIA ITALIANA PIANTE SPONTANEE
Il prof. Luciano Loschi

Il prof. Luciano Loschi

Foligno, 12 aprile 2020 – Pianta perenne alta 20-40 cm provvista di un bulbo sottile oblungo. Foglie generalmente 2 basali, ovali-lanceolate, lunghe 10-20 cm e larghe 3-6, munite di un lungo picciolo, lungo 5-16 cm di un colore verde brillante, emananti un forte odore agliaceo. Infiorescenze, alla sommità dello scapo, si riuniscono ad ombrella di 6-20 fiori. Fiori, da fine aprile a giugno, sono formati da 6 petali bianchi lanceolati lunghi circa. 1 cm. Habitat: Nasce soprattutto in luoghi ombrosi ed umidi, preferendo boschi di faggio, riproducendosi in colonie numerose, su terreni fertili e ricchi di humus, fino a 1500 mt.

Fiori da fine aprile a giugno

Fiori da fine aprile a giugno

E’ molto conosciuto e particolarmente consumato in Germania, Danimarca, Galles, Francia e in Svizzera, paesi con habitat prevalentemente mesofili, cioè freddi. In Italia è molto apprezzato,nelle zone alpine e nell’alto e medio Appennino del centro Italia. Il nome volgare, tradotto in italiano da quello scientifico, è dovuto al fatto che il suo odore ricorda fortemente quello dell’aglio, così come il sapore, lievemente meno marcato, e che è uno dei cibi preferiti degli orsi bruni, che amano, scavare delle buche per gustarne i bulbi.

Proprietà. Le proprietà dell’aglio orsino sono praticamente le medesime dell’aglio comune. (Allium sativum) e gode fama principalmente quale antielmintico, ma è anche un buon diuretico, stimolante gastrico, antisettico, coleretico (ossia agisce sulle bile) ed è un efficace depurativo disintossicante del sangue. Le foglie fresche sulla pelle hanno proprietà rubefacenti ed usate pestate quale cataplasma leniscono gli ascessi ed i foruncoli. L’aglio orsino è un depurante, ovvero esercita un effetto leggermente disintossicante sull’organismo; può essere molto utile in convalescenza o dopo le terapie farmacologiche. Previene o contrasta le infezioni e le infestazioni, soprattutto da batteri e vermi, ragion per cui è utilizzato come conservante alimentare naturale e può anche favorire la remissione dalle infezioni e dalle parassitosi gastrointestinali. Tende a distruggere i microorganismi con cui viene a contatto, anche se applicato a livello cutaneo. Grazie al suo effetto broncodilatatore, l’aglio orsino riduce le conseguenze dell’asma e si rende utile soprattutto durante le reazioni allergiche stagionali e le patologie lievi del tratto respiratorio (raffreddore, tosse ecc).

3Riduce la pressione arteriosa, soprattutto in caso di ipertensione arteriosa primaria, ecco perché la dieta degli ipertesi dovrebbe sempre contenere una buona quantità d’aglio. Tende a ridurre la colesterolemia totale e a migliorare il rapporto tra LDL (colesterolo cattivo) e HDL (colesterolo buono); è un valido alleato nella terapia alimentare dell’ipercolesterolemico. L’aglio orsino tende anche a ridurre la glicemia in eccesso e non può che giovare in caso di diabete tipo 2. Riduce l’aggregazione delle piastrine, prevenendo la formazione di ateromi e trombi, un aspetto molto importate in caso di aumentato rischio cardiovascolare. L’aglio orsino, come tutte le altre piante ricche di questi composi solforati, è oggetto di studi per la sua potenziale attività preventiva nell’insorgenza dei tumori. Aumenta la secrezione di urina grazie a un effetto diretto e accelerante sulla filtrazione renale. L’aglio orsino provoca vasodilatazione, ovvero un aumento della sezione capillare e arteriosa, quale conseguenza dell’intervento sulla muscolatura liscia dei vasi stessi. A dimostrazione di ciò, a livello topico provoca l’arrossamento della cute, migliorando il circolo sanguigno. E’ antipiretico, cioè facilita la riduzione della temperatura corporea; è quindi utile per abbassare la febbre.

5In Cucina. Oltre al bulbo se ne consumano le foglie, come erbe per insalata o verdure da cuocere; il fusto, come si utilizzerebbe l’erba cipollina o un aglietto; e persino le infiorescenze, dal profumo gradevole, con cui si possono condire le insalate, aromatizzare l’olio o i formaggi durante la loro stagionatura. Sia cotto che crudo, si sposa anche con carne, pesce, uova, formaggi stagionati duri, freschi spalmabili, ricotte fresche, cereali, patate, leguminose e verdure di ogni tipo. I bulbi, nell’utilizzo a crudo, vanno svestiti e tritati; quando lasciati interi per insaporire il soffritto, dovrebbero invece essere tenuti in camicia (con la pellicola esterna fibrosa) per evitare che si brucino, togliendoli al momento opportuno. E’ uso comune preparare il soffritto anche con l’aglio tritato, ma è assolutamente necessario evitare che imbrunisca; l’aglio bruciato, oltre a conferire un odore e un sapore sgradevolissimi, è nocivo per la salute.

Consigli per la sua conservazione. Come tutte le erbe l’ideale è poterlo conservare a crudo, mantenendo così intatte tutte le sue proprietà. Se si è fortunati di trovare il posto giusto, si possono fare belle raccolte. Per esperienza personale ho visto che dopo essere stato lavato, asciugato messo e messo in buste, in frigorifero mantiene anche per venti giorni. Se si vuole mantenerlo anche per mesi si mette nel congelatore.

ATTENZIONE A NON CONFONDERLO !!!! Fare molta attenzione prima di raccoglierlo, per la sua somiglianza a piante velenose che ogni anno sono causa di intossicazione. Una di queste è il mughetto, che presenta però un fiore del tutto diverso, l’altra è il  colchico. (301)

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Written by Gilberto Scalabrini