Moreno Spaccia: "Da una recente indagine interna abbiamo constatato che quasi il 90% dei cantieri è chiuso, il restante 10% è aperto con gravi difficoltà. I pochi cantieri attivi sono in sofferenza soprattutto perché iniziano a scarseggiare i materiali necessari per le lavorazioni, a causa della sospensione delle attività di numerose imprese della filiera"

1Perugia, 15 aprile 2020 – La nostra comunità sta forse vivendo il momento più difficile dall’ultimo dopoguerra. Stiamo assistendo, giorno dopo giorno, a degli eventi che segneranno per sempre la nostra memoria e di cui non riusciamo ancora ad intravedere una qualche soluzione. Tuttavia, nella più profonda comprensione della attuale situazione emergenziale e dei rischi notevoli tuttora sussistenti per la salute e l’incolumità di noi tutti, non possiamo che sottolineare i gravissimi problemi che sta affrontando il settore delle costruzioni e la filiera che ne alimenta l’attività. Da una recente indagine interna abbiamo constatato che quasi il 90% dei cantieri è chiuso, il restante 10% è aperto con gravi difficoltà.
I pochi cantieri attivi sono in sofferenza soprattutto perché iniziano a scarseggiare i materiali necessari per le lavorazioni, a causa della sospensione delle attività di numerose imprese della filiera.

L’ANCE per prima aveva evidenziato la necessità di sospendere i cantieri, per il rischio sanitario, per la necessità di adeguare l’organizzazione delle imprese ai Protocolli di Sicurezza, per le difficoltà logistiche delle maestranze, per le difficoltà di approvvigionamento dei materiali.
Il Governo nazionale ha messo in campo significative risorse per l’attivazione degli ammortizzatori sociali e per assicurare iniezione di liquidità alle imprese.
Non vogliamo entrare nel merito né dei tempi di erogazione delle risorse né delle modalità, che scontano procedure complesse, farraginose, tempi lunghi e non compatibili con la sopravvivenza delle nostre imprese e delle nostre maestranze.
La sopravvivenza delle nostre imprese è legata – come sempre avvenuto nella storia repubblicana – non ad ammortizzatori o altri strumenti simili, certamente utili nella contingenza, ma alla ripresa della capacità produttiva.

Il nostro futuro, soprattutto, è nelle nostre mani e dentro i nostri cantieri.
Il recente DPCM ha confermato la sospensione di gran parte delle attività produttive del settore delle costruzioni e della filiera: la nostra Associazione, al contrario, ritiene che la riattivazione integrale del sistema edilizia non sia più procrastinabile, nel pieno rispetto dei Protocolli di Sicurezza e nella tutela della salute dei nostri collaboratori e di noi stessi.
Il nostro Paese e la nostra comunità potranno tornare a prosperare soltanto grazie alla piena ripresa delle attività produttive, con l’auspicio di nuove regole, semplici, snelle, efficaci alle quali, spero, saremo chiamati a dare un contributo.
Tanto più in Umbria, che presenta dati sanitari sempre più incoraggianti, chiediamo una immediata riapertura dei cantieri dell’edilizia. (219)

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Written by Gilberto Scalabrini