Presentata una mozione:“Con un investimento di 24 milioni di euro si possono generare benefici del 132%, oltre 3 miliardi di euro”

Vincenzo BianconiPerugia, 18 aprile 2020 – “Una cura immediata per la ripresa economica dell’Italia? Può arrivare dal più grande cantiere d’Europa, già finanziato, la ricostruzione post-terremoto”. Ne è convinto Vincenzo Bianconi, consigliere regionale dell’Umbria e imprenditore prestato alla politica che ha presentato una mozione ufficiale con una misura a basso costo e fortissimo impatto occupazionale e sociale. Ieri sera dibattito aperto sui social e confronto sul tema con massimi  esperti della materia come il presidente dell’Ance Umbria, Stefano Pallotta, il segretario generale della Fillea Cgil Umbria, Augusto Paolucci, l’architetto ed esperto Urbanista Diego Zurli.
Rivolgendosi ai presidenti delle quattro Regioni colpite dal terremoto nel 2016, Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e al Commissario straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, Bianconi chiarisce: “Abbiamo nelle nostre mani una grande occasione da sfruttare: sbloccare, con pochi efficaci provvedimenti, i cantieri per generare in 3 anni circa 2,6 miliardi di euro di fatturato potenziale, al quale andrebbe aggiunto l’indotto ed il beneficio sui consumi indiretti in tutti i settori”.

Ecco nel dettaglio la proposta di Bianconi: negli uffici della ricostruzione regionale ciascun istruttore di pratiche, ogni anno, mediamente autorizza cantieri e contributi per circa 4-5 milioni di euro. Il costo medio lordo annuale per istruttore è di circa 40-45 mila euro.
Un investimento per Regione di 1 milione di euro l’anno per tre anni farebbe assumere circa 22 nuovi istruttori. Un investimento di 3 milioni di euro per 3 anni genererebbe un fatturato nel settore dell’edilizia di circa 330 milioni di euro per Regione.
Se la cifra fosse raddoppiata, ripartendola in parti uguali tra Regioni e Stato, si arriverebbe a 24 milioni di euro di investimenti per l’assunzione di 571 istruttori, i quali genererebbero in 3 anni circa 2.640 milioni di euro di fatturato. Considerando poi che il Commissario starebbe lavorando alla messa a punto di una nuova ordinanza che potrebbe semplificare l’iter burocratico di approvazione e concessione del contributo per alcuni progetti sotto certe soglie, il ritorno di un eventuale investimento fatto da Stato e Regioni potrebbe diventare ulteriormente performante.  Si potrebbe azzardare – afferma Bianconi- una previsione di un +132% come beneficio generato da un investimento di 24 milioni in 3 anni che produrrebbe per l’economia reale diretta circa 3.168 milioni di euro”.

Secondo quanto riportato dall’Osservatorio Cgil Fillea sulle costruzioni (studio 2018) il processo moltiplicativo legato ai nuovi investimenti è particolarmente significativo nel comparto dell’edilizia. L’investimento di 1 miliardo di euro produrrebbe un incremento di circa 15-18 mila unità di lavoro nette di cui 10-12 mila direttamente nel settore delle costruzioni e il restante nei comparti collegati. È da notare che se si considera l’indotto complessivo attivato, oltre quello diretto dei beni e servizi collegati al settore costruzioni, alcuni studi (Federcostruzioni, 2016) stimano un ulteriore incremento dell’occupazione tra i 14 mila e 30 mila nuovi occupati, con un effetto cumulato complessivo intersettoriale che può raggiungere le 45-50 mila unità”.
Gli investimenti nel settore delle costruzioni genererebbero un positivo riscontro sotto il profilo dell’ampiezza dei soggetti interessati e dei differenti settori merceologici, coinvolgendo, a fianco di imprese edili, una numerosa platea di soggetti quali geometri, architetti, geologi, ingegneri, idraulici, elettricisti, pittori, impiantisti, falegnami, mobilieri, produttori di macchinari, oltre ai fornitori di merci e di servizi.

Potrebbe bastare anche soltanto questo intervento per dare una positiva spinta alla nostra economia ma, se si volesse fare un ulteriore passo in avanti, si può aggiungere un’ulteriore azione: attivare una temporanea sospensione del Codice dei Contratti Pubblici e il contemporaneo utilizzo delle normative e dei principi generali dell’ordinamento europeo, al fine di garantire la legalità, per accelerare lo sblocco dei grandi progetti e cantieri nelle aree del cratere e, perché no, magari di tutto il Paese.

“Sono convinto che il tempo sia un fattore cruciale per il successo – conclude Bianconi – Altri settori purtroppo sono condizionati da dinamiche ancora tutte da decodificare e fuori dalla sfera di influenza o dal nostro raggio di azione. Per altri ci vorranno diversi anni. Per l’intervento che proponiamo al contrario non avremmo nessuna interferenza ne’ condizionamento esterno. Questa “partita” sarebbe tutta nelle nostre mani. Dobbiamo per questo agire immediatamente e in modo coordinato, ad ogni livello di governo, superando inutili strumentalizzazioni partitiche, nell’interesse esclusivo del Paese”.

Concordi sull’urgenza delle misure proposte il presidente dell’Ance Umbria, Stefano Pallotta, il segretario generale della Fillea Cgil Umbria, Augusto Paolucci, l’architetto ed esperto Urbanista Diego Zurli: “L’edilizia puo’ rappresentare la spinta reale per la ripresa economica a patto che, insieme al potenziamento delle risorse umane, si avvii un percorso reale di semplificazione burocratica. (154)

Share Button

Written by Gilberto Scalabrini