1MAGIONE 25 aprile 2020  – “Questa di oggi non è una guerra. Quella che vissero i nostri nonni, quella si era una guerra. La guerra è il tempo dell’odio. In guerra per sopravvivere si è costretti a uccidere l’altro, invece questo è il tempo della vicinanza e della solidarietà”. Con queste parole il sindaco di Magione, Giacomo Chiodini, ha sottolineato la distinzione tra l’Italia del periodo bellico e quella attuale in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile. “Non si possono fare paragoni – ha aggiunto – sminuirebbero l’eroismo e il sacrificio estremo della guerra contro il nazifascismo. L’Italia di oggi, però ci ricorda qualcosa del Paese di 75 anni fa e ci fa riflettere su come riuscimmo a risollevarci”.
“Stiamo vivendo un momento difficile – ha spiegato -. Il virus ha aperto un periodo di privazioni e preoccupazioni senza sapere bene quando questo avrà fine. È un’Italia ferita e smarrita consapevole del fatto che alla fine del tunnel dell’epidemia l’aspetta una nuova prova ancora più grande e complessa, quella della ripresa economica. Gli italiani di allora partivano nel peggiore dei modi, oggi tocca a noi risollevarci puntando al senso di responsabilità, alla solidarietà, all’unione delle istituzioni”.

L’assessore alla cultura Vanni Ruggeri, che si è fatto promotore per tutta la giornata odierna di iniziative sul canale social Magione cultura visto il divieto di iniziative pubbliche, ha sottolineato come “l’eccezionalità delle circostanze che stiamo vivendo può contribuire, almeno in parte, a restituire la pienezza di significato, anche nei termini di inedite forme di narrazione e di partecipazione, ad una data capitale del nostro calendario civile”.

“La guerra di liberazione – ha ricordato – che avrebbe disegnato lungo l’intera penisola dolorose geografie di sangue, non esclusi i nostri territori, chiamò allora a raccolta tutte le riserve morali e civili del paese. La Resistenza trasse la propria forza decisiva dalla sua declinazione plurale: la resistenza armata, quella senz’armi dei civili che si opposero al regime andando incontro al confino o alla deportazione e quella dei militari italiani che rifiutarono di proseguire una guerra persa a fianco dei tedeschi. La lotta di liberazione fu innanzitutto una rivolta morale contro la dittatura e l’invasione straniera. La memoria, è stato recentemente ricordato, non è mai retorica. Essa, correttamente esercitata, ci spiega il perché siamo qui, come ci siamo arrivati, cosa fare per non smarrirci”.

Le iniziative della giornata proseguono in diretta sulla pagina Magione cultura con Tommaso Rossi, ricercatore dell’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea  (Isuc) che interverrà su “La Liberazione nell’area del Trasimeno: una storia presente”, alle 17, Letizia Giovagnoni, ricercatrice in scienze storiche, già collaboratrice Isuc parlerà di: “Ribelli due volte: il ruolo delle antifasciste e delle partigiane durante la Resistenza”. Per tutta la giornata sulla stessa pagina verranno postati contributi e scritti legati al 25 aprile. (118)

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Written by Gilberto Scalabrini