FESTIVAL 2Spoleto, 7 maggio 2020 – “Il Festival dei Due Mondi di Spoleto ha caratterizzato le sorti della città negli ultimi decenni e dovrà essere ancora elemento di svolta in tempo di Coronavirus.  Con la prospettiva di tornare prima possibile alle condizioni pre-emergenziali e con il doveroso rispetto verso situazioni drammatiche, occorre capire come gestire eventi di questa portata nel mezzo di una pandemia. Ma questo periodo fa emergere alcune contraddizioni del mondo dell’arte in generale, perché se da un lato “gli artisti” non hanno alcuna difficoltà a declinare a loro modo questo momento, è pur vero che chi fa “produzioni artistiche” qualche problema in più lo incontra, eccome. A maggior ragione è preoccupato chi di produzione artistica vive, tema sollevato in questi giorni da una lettera dei lavoratori del Festival”. Lo afferma in una nota il Senatore della Lega Stefano Lucidi

“In un recente articolo – prosegue la nota – il Direttore di Palazzo Collicola, Marco Tonelli evidenzia l’aspetto più nocivo dell’arte attuale: “essere intrattenimento puro e valere più come evento mediatico ed effimero che esperienza reale”. “Quale occasione migliore allora – sottolinea il Senatore di Spoleto –  per uno degli eventi d’arte e cultura internazionali più importanti, per offrire al mondo un evento che sia meno effimero e più esperienza del reale? In fondo a Spoleto è bastato avere delle piazze magnifiche riempite con opere d’arte contemporanea per rimanere nella storia dell’arte mondiale. Per sempre. Ma accanto a fascinazioni pseudo-artistiche servono anche certezze politiche, che elenco brevemente di seguito”.

“Il Festival di Spoleto – prosegue Lucidi –  è un evento di portata mondiale, un contenitore che va ben oltre i confini amministrativi della Città, e anche oltre quelli della Presidenza del Consiglio e pertanto dovrebbe essere valutato e gestito secondo le stesse modalità di eventi simili, di pari portata e internazionali. Il fatto che nella task-force del Governo Conte non ci sia un esperto di arte e cultura non gioca però a nostro favore”.

“C’è poi – sottolinea l’esponente della Lega – li tema delle risorse economiche e le parole che echeggiano su tutti i media in questi giorni sono: miliardi, miliardi e ancora miliardi, per tutti e per tutto. A prescindere dal fatto che fino a pochi giorni fa non c’era una lira neanche per iniziative di sussistenza, è evidente che i necessari contributi statali che arriveranno per questa edizione del Festival potrebbero essere impiegati anche per attività di investimenti e programmazione, laddove non utilizzati. Investimenti ad esempio in future produzioni artistiche locali, sugli immobili, sulla produzione scenografica e musicale, sulla formazione del personale. Sullo stabilire una sinergia con altre realtà culturali territoriali”.

“Sarà gioco forza – conclude il Senatore – un periodo di riflessione che magari servirà per ripensare e rivedere lo Statuto del Festival, il documento principale da cui ne scaturisce la gestione e iniziare a capire quali figura possano essere veramente di aiuto e quali saranno i membri del nuovo board esecutivo della manifestazione, con la speranza di tornare veramente a poter “vivere” nella città del Festival. In questo senso vanno alcune proposte emendative fatte dalla Lega al Decreto Liquidità ora in discussione in Parlamento, in particolare a tutela delle maestranze dello spettacolo che gioco forza si trovano di fronte ad un periodo di incertezza ed inattività”. (176)

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Written by Gilberto Scalabrini