Lo ha stabilito il medico legale Sergio Scalise Pantuso, che ha riscontrato solo lesioni molto superficiali sull’addome e sulla schiena

carabinieri Maggiore RidolfiniFOLIGNO, 14 maggio 2020 – Come avevano sin da subito ipotizzato gli inquirenti, l’autopsia sul corpicino della bimba di 3 anni, trovata morta in una piscina a Capodacaqua non ha riscontrato segni di violenza. La piccola è morta annegata e nulla hanno potuto fare i suoi due cani Labrador per salvarla, con i quali stava giocando. Lo ha stabilito il medico legale Sergio Scalise Pantuso, che ha riscontrato solo lesioni molto superficiali sull’addome e sulla schiena, compatibili coi tentativi dei due cani per soccorrerla istintivamente. L’annegamento, dunque, è la causa della morte. Tutta la comunità di Capodacqua è ancora sotto choc per questa tragedia. Come si ricorderà, la bambina è scomparsa dalla sua abitazione di Poggiarello, un agglomerato di poche case, verso l’ora di pranzo.

Stava giocando con i cani, due Labrador e un meticcio, nella zona vicino l’abitazione, poi è alontanata, scomparendo. Ha percorso circa un chilometro. Poco dopo è ritornato a Poggiarello solo il cane meticcio. La mamma ha subito dato l’allarme e sono scattate le ricerche da parte dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco. Le operazioni sono state condotte dal maggiore Alessandro Pericoli Ridolfini, comandante della Compagnia carabinieri di Foligno (nella foto). Verso le 16,30 la bambina è stata avvistata da un elicottero dell’Arma nella piscina, vicino i suoi cani. Un militare si è pure tuffato dall0’alto, nella speranza di poterla salvare. Invece era già morta nella vasca piena d’acqua di un agriturismo dismesso.

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Written by Gilberto Scalabrini