Nel 2019 sono state 49 le donne che si sono rivolte al Centro. La Regione Umbria premia il lavoro svolto con un finanziamento di € 25.000. Donazione di € 15.000 da parte dell’Istituzione sociale Cesare e Mina Micheli

1Spoleto, 14 maggio 2020 – Ad appena un anno e mezzo dalla sua apertura, il Centro Antiviolenza (CAV) “Crisalide” è diventato un punto di riferimento fondamentale per la tutela delle donne vittime di violenza. Il progetto, nato grazie alla collaborazione tra il Distretto Sanitario dell’Azienda Sanitaria USL Umbria n. 2, l’Istituzione sociale Cesare e Mina Micheli, l’associazione ‘Donne contro la guerra’ e l’associazione FIDAPA BPW ITALY, nel solo 2019 ha risposto alla richiesta di aiuto di 49 donne. Un lavoro di sostegno tanto più importante e necessario se paragonato con i dati del Punto d’Ascolto Spoleto che, prima del CAV, era l’unico servizio specificatamente dedicato alla prevenzione e al contrasto della violenza maschile sulle donne. Dal 2009 al 2017, infatti, nei comuni della Zona Sociale n. 9, ossia Spoleto, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria), furono in totale 76, di cui 13 nel 2017, le donne che si rivolsero al punto d’ascolto gestito dall’associazione “Donne contro la guerra”.

Parliamo di un servizio che, dall’apertura ad oggi, ha garantito sostegno legale, sociale, alloggiativo e sanitario – ha dichiarato il vicesindaco con delega ai servizi sociali alla persone Beatrice Montioniun impegno che è frutto dell’impegno e della disponibilità di professionisti e volontari che lavorano al Centro”.

Un impegno che la Regione Umbria ha voluto premiare concedendo un finanziamento di € 25.000,00 rispetto ai 15.000 inizialmente richiesti. Non solo. Alla luce del lavoro svolto in questo anno e mezzo l’Istituzione sociale Cesare e Mina Micheli ha donato altri € 15.000, portando il totale delle risorse disponibili a € 45.000,compresi i € 5.000 di cofinanziamento del Comune di Spoleto. (157)

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Written by Gilberto Scalabrini