AST terniTerni, 20 maggio 2020 –Da Michele Rossi Capogruppo Terni Civica – Consiglio Comunale di Terni – riceviamo e pubblichiamo: Le notizie in merito alla volontà da parte di Thyssen Kruppo di vendere lo stabilimento Ast sono di quelle che non avremmo di certo desiderato leggere in questi giorni. In modo secco ci viene comunicata la decisione di cedere lo stabilimento di Viale Brin senza alcun tipo di preavviso.
Di fatto si disattendono tutti gli accordi sottoscritti finora, che prevedevano tra l’altro investimenti per circa 100 milioni di euro, oltre ad interventi per la salvaguardia ambientale e che parevano confermare una ritrovata attenzione da parte di Thyssen Krupp per il sito ternano, una strategicità industriale che oggi viene smentita con la messa in vendita della società. Una cessione al buio che genera timori nell’intera città, non soltanto tra i lavoratori e nelle loro famiglie ma in tutto il comparto economico locale, che si vede catapultato in una fase di ulteriore incertezza dopo il difficile periodo del confinamento.

E’ doveroso ricordare come si tratti di una realtà produttiva che occupa oltre 2400 dipendenti diretti a cui si aggiungono i numerosi soggetti nel complesso indotto e soprattutto l’AST contribuisce per circa il 15% al PIL della Regione Umbria.
Per tutte queste ragioni come consigliere comunale e cittadino ternano mi sento di esprimere una forte preoccupazione, per quanto è nelle mie competenze intendo seguire la vicenda con la massima attenzione. Come amministrazione cittadina e di concerto con tutte le altre istituzioni locali siamo intenzionati a batterci per la salvaguardia dei livelli occupazionali dello stabilimento e per progetti industriali seri capaci di garantire una prospettiva di ampio respiro.

Come in altre occasioni la città deve essere compatta e fare tutto il necessario perché il Governo si impegni a tutelare uno stabilimento strategico per il nostro paese, garantendone il futuro produttivo e salvaguardandone le potenzialità. Come ci dimostra infatti il recente passato in situazioni di emergenza un paese non può rinunciare ad industrie e produzioni essenziali.

Nessuno si illuda che la nostra città, uscita provata dal confinamento per la prevenzione del coronavirus, abbia esaurito la forza e le energie per difendere il suo principale sito industriale.
Ormai da oltre 135 anni produciamo acciaio in questo territorio e non siamo disposti a mollare ma magari a utilizzare questa difficile fase in una possibilità di nuovo sviluppo. (222)

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Written by Gilberto Scalabrini