Spunti di riflessione in base all’esperienza sul campo nelle “zone rosse” di Pozzo (PG) e Giove (TR)

1TERNI – In relazione al dibattito sulla presunta inattendibilità dei test rapidi su sangue capillare, oggetto nella nostra regione di qualche polemica e, ancora oggi, di un serrato confronto negli ambienti scientifici nazionali ed internazionali, l’Azienda Usl Umbria 2 intende portare all’attenzione dell’opinione pubblica alcuni elementi utili di riflessione, avendo già sperimentato dal mese di marzo tali controlli nelle “zone rosse” di Pozzo, nel Comune di Gualdo Cattaneo e di Giove, nel Ternano. In queste realtà “chiuse”, intendendole come comunità in zona rossa in cui gli scambi esterni non erano consentiti, alla luce delle numerose positività riscontrate, dall’alta presenza di soggetti sintomatici e dall’aumento esponenziale dei contagi, si è posta una duplice necessità: testare tutta la popolazione residente ed agire in tempi rapidi.

Per tali esigenze si è scelto di adottare il monitoraggio su ampia scala dei test qualitativi su sangue capillare, affiancandoli ai tamponi orofaringei, per stabilire la presenza o meno degli anticorpi IgM e IgG nei residenti, secondo una logica positivo/negativo. L’efficacia è confermata dai numeri. Nel giro di poche ore, tra la frazione di Pozzo e il comune di Giove gli operatori dell’azienda sanitaria, insieme ai volontari della Regione Umbria, hanno potuto effettuare 1335 test rapidi che hanno fornito un primo significativo quadro della situazione.

Con una semplice puntura sul polpastrello, come avviene per i diabetici e il prelievo di una goccia di sangue, in soli 10-15 minuti è stato possibile individuare i soggetti entrati in contatto con il coronavirus. Velocità di esecuzione, quindi, ma anche soddisfacente grado di attendibilità dei risultati. (88)

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Written by Gilberto Scalabrini