1Perugia, 3 giugnbo 2020 – Sono in totale, a livello Nazionale, 902.804 i beni recuperati nell’anno 2019 dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, Reparto specializzato dell’Arma con sede a Roma (Piazza Sant’Ignazio) posto alle dirette dipendenze del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, che conta trecento unità distribuite fra quindici Nuclei più una Sezione (sparsi lungo lo Stivale), il Reparto Operativo ubicato a Trastevere e vari Uffici, fra i quali la Sezione Elaborazione Dati che gestisce la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, in assoluto il database più antico ed esteso al mondo (quasi 1.300.000 files di opere da ricercare).

L’analisi dei dati generali evidenzia come la maggior parte dei recuperi effettuati nel trascorso anno riguarda prevalentemente il settore antiquariale, archivistico e librario (857.003); a seguire vi sono i reperti archeologici, paleontologici e numismatici provenienti da scavi clandestini (45.801). Per quanto attiene alla contraffazione, sono 1.083 le opere sequestrate: falsi di arte contemporanea – ma non solo – che, qualora immessi sul mercato, avrebbero fruttato alle organizzazioni criminali quasi 200 milioni di euro. Nel complesso, sempre a livello nazionale, è stato registrato un decremento del 27,2% i furti in genere, che sono 345 a fronte dei 474 del 2018. Anche più sensibile il calo di quelli in danno della collettività: presso archivi – 50% (= da 16 a 8), biblioteche – 42,8 % (= da 21 a 12), luoghi di culto – 35,4% (= da 209 a 135), musei – 33,3% (= da 21 a 14).

Per quanto attiene l’ambito della Regione Umbria, ove dal 2016 opera il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Perugia (con sede in C.so G. Garibaldi 185), sul fronte delle aggressioni criminali al patrimonio culturale sono state registrate alcune variazioni; ad esempio, a fronte di 13 furti commessi nel 2018, nel 2019 ne risultano consumati 26. Tale dato, in apparente antitesi rispetto al calo rilevato a livello nazionale (-27,2%), contempla 17 furti (scopeti) perpetrati in danno di luoghi di culto e denunciati dai parroci solo dopo aver ricevuto la notizie del recupero di beni a loro sottratti, ovvero in conseguenza degli sviluppi di un’indagine condotta congiuntamente alla componente dell’Arma territoriale e che ha portato ad individuare l’autore delle razzie e al ritrovamento e sequestro di un consistente numero di beni culturali di natura ecclesiastica. Sotto questo profilo l’Umbria rimane un obiettivo particolarmente sensibile, sia per la strategica posizione geografica che la capillare presenza di beni artistici diffusi sul territorio, prevalentemente esposti nelle Chiese, nei Conventi o nei piccoli, ma non per questo meno importanti, Santuari, sovente ubicati in zone rurali o montane, poco frequentate e di difficile sorveglianza; luoghi dove è possibile imbattersi in opere d’arte ed oggetti di culto di pregiata fattura per loro natura molto ricercati dai collezionisti e di agevole asportazione da parte di malintenzionati.

Le attività di contrasto condotte dei Carabinieri del Nucleo TPC perugino hanno permesso di recuperare numerosi beni antiquariali, archivistici, librari e archeologici, il cui valore è stato complessivamente quantificato in circa 2.750.000 euro. Inoltre, sempre nel contesto di approfondimento e sviluppi investigativi scaturite dal controllo di esercizi commerciali di settore, nonché dal monitoraggio delle sempre più sfruttate vendite On-Line attraverso i siti di Case d’Asta o sfruttando le più comuni piattaforme di compravendita telematica, sono state captate e sequestrate opere palesemente contraffatte e falsamente attribuite a noti artisti contemporanei quali: Alberto Burri, Bernard Aubertin, Mimmo Rotella, Mauro Reggiani, Gerardo Dottori, Michelangelo Pistoletto, Armand Pierre Fernandez in arte Arman, Eliano Fantuzzi, Renato Guttuso. L’illecito commercio di tali manufatti, stando alle quotazioni di mercato riferite alle opere autentiche, avrebbe fruttato indebiti guadagni stimati in circa 100.000 euro.

Nel 2019 risultano:

  • denunciate all’Autorità Giudiziaria 40 persone, di cui 8 per reati in danno del paesaggio;
  • controllati:
  • 1724 beni nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti;
  • 95 esercizi antiquariali e commerciali;
  • 102 mercati e fiere del settore;
  • recuperati:
  • 498 beni antiquariali, archivistici e librari;
  • 972 reperti archeologici integri;
  • sequestrate 32 opere d’arte contemporanea contraffatte.

Il Nucleo TPC di Perugia inoltre, operando in sinergia con le altre componenti dell’Arma (Territoriale, Carabinieri Forestali, 16° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Rieti, Elinucleo di Roma Urbe Forestali) ed avvalendosi del prezioso supporto tecnico dei funzionari del MiBACT in servizio presso le Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e Archivistica e Bibliografici Umbria e Marche, ha assolto ai compiti di tutela e salvaguardia del patrimonio culturale anche attraverso il costante monitoraggio dei siti archeologici, delle aree di interesse paesaggistico nonché dei siti UNESCO del territorio (la città di Assisi; la chiesa di San Damiano; l’eremo delle carceri; il Santuario di Rivotorto e paesaggio storico; la basilica di Santa Maria degli Angeli e il Palazzo del Capitano; la Basilica di San Salvatore in Spoleto e il Tempietto del Clitunno a Campello). Nell’individuazione dei siti e delle aree d’interesse culturale oggetto delle verifiche il personale del Nucleo si è avvalso del importante supporto tecnico fornito anche dalle Banche Dati del Mi.B.A.C.T. “Vincoli in rete” e “Sitap”, e dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, “Carta del Rischio”, in base alle quali è stato possibile individuare

Nel corso dei “servizi dedicati” sono stati controllati:

  • 60 siti tutelati da vincoli paesaggistici e monumentali;
  • 38 aree archeologiche.

Nell’ambito del più ampio contesto dei contributi che l’Arma dei Carabinieri fornisce per la “Formazione della cultura della legalità”, il Nucleo TPC di Perugia, nel 2019, è stato coinvolto in varie iniziative divulgative, realizzando 23 incontri in favore di istituti scolastici, università ed associazioni culturali, nel corso delle quali sono state illustrate le competenze, le attribuzioni nonché le numerose attività condotte dal Comando Carabinieri TPC, sia in ambito nazionale che internazionale.

Nel novero dei compiti assegnati al Comando TPC figurano anche gli interventi preventivi finalizzati a sensibilizzare gli operatori dei settori museale e bibliotecario (pubblici o privati), volti a migliorare la sicurezza dei luoghi espostivi ove trovano custodia numerosi fra i più importanti beni culturali che costituiscono il “Patrimonio Nazionale”. A tale proposito il Nucleo ha effettuato 23 verifiche sulla sicurezza di Musei, delle Biblioteche e degli Archivi, riscontrando una generale buona condizione delle misure anticrimine, fornendo nel contempo indicazioni e suggerimenti al fine di implementarne l’efficienza; in particolare divulgando e facendo riferimento alla pubblicazione “La sicurezza anticrimine nei musei” edita in collaborazione tra il MiBAC, l’ICOM e il Comando Carabinieri TPC, quale utile ausilio per gli operatori del settore.

Bastia Umbra (PG)

Nel contesto di specifici controlli svolti presso gli stand degli espositori presenti all’annuale manifestazione fieristica denominata XLVII Mostra Mercato Nazionale dell’Antiquariato di Assisi, attuati attraverso l’acquisizione diretta delle effigi fotografiche di beni d’arte esposti e la loro successiva comparazione con le immagini di analoghe opere da ricercare presenti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, veniva individuato un dipinto di scuola napoletana del 1600, raffigurante “Architetture civili rovine” (definiti anche capricci architettonici), risultato provento di furto avvenuto in Roma, presso un’abitazione privata, nel 2009, nonché 17 volumi a stampa del 1700 provento di sottrazione in danno di importanti fondi storici bibliotecari italiani. Le opere, sottoposte a sequestro e il cui valore complessivo è stato stimato in € 25.000, al termine degli accertamenti disposti dell’Autorità Giudiziaria, sono state restituite agli aventi diritto.

Città di Castello (PG)

Nel corso di un controllo amministrativo effettuato presso un esercizio di vendita di opere d’arte contemporanea, veniva individuata e sequestrata un opera “frattale” a firma del Maestro Pistoletto la quale, attraverso gli approfondimenti svolti presso l’archivio dell’Artista, risultava essere frutto di contraffazione. Ulteriori sviluppi investigativi condotti sui soggetti a vario titolo coinvolti nel illecito commercio dell’opera, portavano all’ulteriore rinvenimento e al conseguente sequestrare, presso l’abitazione di uno degli indagati, di alcuni manufatti di natura archeologica (due anfore e una statuetta votiva, di epoca romana, risalenti al II secolo d.c.) illecitamente detenuti.

 Perugia, Foligno (PG), Tuoro Sul Trasimeno (PG)

A conclusione di una complessa attività d’indagine denominata “Operazione chiese sicure”, condotta congiuntamente alle Compagnie Carabinieri di Assisi e Città di Castello ed avviata in seguito ad alcuni furti avvenuti in danno di luoghi di culto umbri e toscani, attraverso attività tecniche e servizi di osservazione, controllo e pedinamento, venivano individuati l’autore dei furti e i ricettatori a lui collegati, ai quali erano stati ceduti numerosi beni di natura ecclesiastica trafugati da chiese e santuari ubicati nell’area di confine fra le provincie di Perugia, Arezzo e Siena. L’attività investigativa, oltre ad aver permesso il recupero e la restituzione di dipinti, statue, oggetti devozionali di varia tipologia, ha portato all’emissione, da parte dell’A.G., di un provvedimento restrittivo a carico del colpevole nonché alla denuncia per ricettazione di altre quattro perone coinvolte nell’illecita attività.

Perugia e Londra (UK)

Nel corso delle attività di monitoraggio delle vendite di beni d’arte attraverso gli incanti della case d’asta veniva individuava, presso la sede londinese, una pregiata opera di pittura del XVI secolo, un olio su tavola raffigurante “Madonna con bambino” attribuita a Bernardino di Betto detto Pinturicchio (valore dichiarato 500.000 euro), censita all’interno della Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti come oggetto di ricerca in quanto risultata rubata dall’abitazione di un privato collezionista di Perugia nel 1990. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Perugia, hanno consentito di bloccare la vendita del dipinto e di ottenere il suo rimpatrio.

Todi (PG)

Nell’ambito dei periodici controlli amministrativi rivolti alle attività commerciali del settore antiquario finalizzate al rintraccio di beni culturali illecitamente sottratti e all’individuazione di opere d’arte contraffatte, presso un laboratorio di restauro dell’area tuderte veniva fotografato un dipinto olio su tela del XIX sec con soggetto “Dama con capelli raccolti”. Sulla base dei successivi accertamenti condotti attraverso la comparazione dell’immagine fotografica acquista presso il restauratore con quelle presenti all’interno della Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, veniva riscontrata la provenienza delittuosa dell’opera registrata nel database come oggetto di ricerca a seguito di furto perpetrato nel 2002 presso un abitazione privata in Zola Predosa (BO). All’esito del positivo riscontro il dipinto veniva sequestrato e sottoposto alla visione dell’originario proprietario che ne confermava il riconoscimento.

Terni

A conclusione di un accertamento amministrativo operato in collaborazione con funzionari della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, avviato in relazione alla segnalazione di una tentata vendita di materiale archeologico ad opera di un privato residente nel ternano, venivano sequestrati 28 manufatti di valenza archeologica e notevole pregio culturale, recuperati in perfetto stato di conservazione e facenti parte di una collezione illecitamente costituita. Il valore dei manufatti, ritrovati all’interno di alcune scatole in un ripostiglio dai famigliari del defunto possessore, è stato quantificato in oltre 50.000,00 euro.

 

Città di castello (PG) e Pianoro (BO)

A seguito di circostanziata denuncia querela presentata da un artista tifernate, venivano avviate le indagini relative ad una truffa perpetrata in suo danno. Gli approfondimenti investigativi permettevano, in breve tempo, di individuare i cinque autori del raggiro: due italiani, uno svizzero, un ucraino e due bulgari. I truffatori, presentandosi all’artista come rappresentanti di una società estera, operante in Bulgaria nel settore dell’arte, dopo essersi proposti come acquirenti dell’intera sua produzione artistica (circa 250 opere) al prezzo di 350.000 euro, a fronte di un iniziale pagamento di alcune migliaia di euro, provvedevano a far ritirare le opera a cura di un corriere per poi “scomparire” senza dare seguito ad alcun pagamento. Gli accertamenti operati sul conto della fantomatica società bulgara, sui suoi componenti e sui loro spostamenti e contatti, consentivano di ricostruire l’intricata vicenda e di individuare, presso un magazzino dell’hinterland bolognese, l’intera collezione di dipinti stoccata e in attesa di essere trasferita all’estero. Tutte e 229 le opere del maestro Alunni, consistenti in dipinti e grafiche a tecnica mista di varie misure e realizzate su diversi supporti (legno, tela, polistirolo, metallo), venivano recuperate e restituite al legittimo proprietario.

Altre e più dettagliate notizie sul contrasto dei traffici d’arte, sui recuperi effettuati e sulle iniziative che hanno caratterizzato l’anno del “Cinquantesimo compleanno” del Comando Carabinieri TPC sono reperibili sulla pubblicazione “Attività operativa 2019”, disponibile per la consultazione (e scaricabile come file PDF) sui siti www.beniculturali.it e www.carabinieri.it..

 

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Written by Gilberto Scalabrini