1COLLESTRADA, 8 giugno 2020 – Da sabato pomeriggio i cinghiali stanno tranquillamente passeggiando nel cortile della scuola e in prossimità della via di collegamento Ospedale di San Francesco e la superstrada.
I residenti hanno subito avvertito le autorità competenti ma i cinghiali sono ancora li. Purtroppo, dopo Sono sempre più numerosi gli animali selvaici che popolano le zone al confine con le aree abitate. Così capita di trovarsi faccia a faccia con un cinghiale o una nutria, mentre piccole lepri, topi e ungulati entrano in giardino per divorare boccioli e tuberi.  In cerca di cibo, varcano i confini delle aree rurali e boschive per spingersi fino a quelle urbane causando incidenti, danni all’agricoltura e all’ambiente. Allotanandosi dal luogo di origine si diffondono in paesi e  città, spesso con conseguenze negative. La soluzione proposta da molti è l’eliminazione con metodi violenti che però, finora non ha portato buoni risultati. C’è invece chi propone per loro soluzioni etiche, meno drastiche e più efficaci. In genere, in natura, le specie non migrano.

103204939_1788441027974682_5148084735655217904_nSe lo fanno, la causa è dovuta al’intervento dell’uomo. La maggior parte degli animali sono stati introdotti nel nostro paese in maniera volontaria per interessi commerciali anche a fini venatori o come specie da compagnia, all’inizio detenute in cattività e poi rilasciate in libertà volontariamente oppure che scappate accidentalmente. Allontanati dalle zone rurali a causa dell’avanzare della cementificazione, nelle aree abitate dall’uomo gli animali selvatici trovano ricche fonti di cibo senza difficoltà: i cumuli di spazzatura e di immondizia lasciati per le strade li attirano perché possono fornire nutrimento senza  fatica. Invece case e cascine possono fornire  luoghi sicuri in cui costruire la tana e proteggere i piccoli da pericoli come predatori e cacciatori. (180)

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Written by Gilberto Scalabrini