“Durante un cordiale e sincero colloquio, abbiamo parlato del futuro della nostra Diocesi, e dell'ormai imminente avvio dei lavori per il restauro della cattedrale di San Feliciano – ha sottolineato Zuccarini – ho accolto con estremo piacere l'invito ad essere presente in forma istituzionale alla cerimonia di ingresso nella nuova Diocesi di Orvieto - Todi, rinnovando l'invito a tornare a Foligno ogni qualvolta sarà suo desiderio".

1Foligno, 16 giugno 2020 – “Ho avuto il piacere e l’onore di ricevere il vescovo della Diocesi di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi a Palazzo Comunale, per porgergli a nome mio, dell’amministrazione comunale e dell’intera Città di Foligno, il saluto ufficiale ed il ringraziamento per la vicinanza, l’attenzione e la cura dimostrata a tutto il territorio ed alla sua comunità in ogni momento del suo mandato episcopale”. Lo ha reso noto il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini. “Durante un cordiale e sincero colloquio, abbiamo parlato del futuro della nostra Diocesi, e dell’ormai imminente avvio dei lavori per il restauro della cattedrale di San Feliciano – ha sottolineato Zuccarini – ho accolto con estremo piacere l’invito ad essere presente in forma istituzionale alla cerimonia di ingresso nella nuova Diocesi di Orvieto – Todi, rinnovando l’invito a tornare a Foligno ogni qualvolta sarà suo desiderio”.

2Al termine dell’incontro riservato nell’ufficio del sindaco, si è svolta una cerimonia, in forma ristretta, nell’aula del Consiglio comunale, con la firma da parte di monsignor Gualtiero Sigismondi del libro d’onore della Città di Foligno. Zuccarini ha quindi donato al vescovo una riproduzione del Gonfalone della Città di Foligno, quale simbolo di massimo riconoscimento e gratitudine. Queste le parole di monsignor Sigismondi: “Ringrazio il sindaco di Foligno, avv. Stefano Zuccarini, per le cortesi parole di saluto che mi ha rivolto nell’imminenza del trasferimento nella Diocesi di Orvieto-Todi. Obbedire significa partire e partire vuol dire un po’ morire, non per quello che l’obbedienza chiede ma per quanto la gratitudine esige. L’emergenza sanitaria mi ha permesso di distribuire, in un ampio arco di tempo, la sofferenza del distacco da questa città che ho profondamente amato, scoprendone sia la bellezza del territorio, sia la ricchezza del patrimonio culturale e del tessuto sociale.

3Benché io non sia Etrusco, ma Umbro, essendo nato alla sinistra del Tevere, a Bastia, tuttavia sono cresciuto a Perugia; Bastia, per il centro fieristico, e Perugia, per la sua egemonia di capoluogo di Regione, sono città a cui Foligno ricorda di essere “lu centru de lu munnu”. Il 5 ottobre del 2008 sono arrivato a Foligno con questo “bagaglio”; mi è servito poco tempo per inserire il Topino nel mio albero genealogico. Come vescovo ho sposato questa città e con sincerità di cuore mi sono impegnato a servire la Chiesa diocesana avendo come unico criterio quello indicato dal Signore: “fino alla fine”.

4 (150)

Share Button

Written by Gilberto Scalabrini