Il segretario del Trasiemo, Batino: “È necessario un progetto politico e organi capaci di dare lo slancio necessario per la riconquista della Regione”

1CASTIGLIONE DEL LAGO 26 giugno 2020 – “Al Partito Democratico serve un congresso regionale vero e aperto, il coinvolgimento di iscritti e non”. Queste le parole con cui Sergio Batino, segretario dell’Unione intercomunale del Trasimeno, rilancia la discussione sul futuro del suo partito dopo il lungo periodo di chiusura causato dall’emergenza sanitaria per il Covid 19. “È necessario – spiega Batino – ridare al Partito democratico dell’Umbria un progetto politico e organi capaci di dare lo slancio necessario per la riconquista della regione partendo dall’immediato insediamento di una commissione congressuale larga e rappresentativa di tutto il partito dell’Umbria a partire dai rappresentanti delle maggiori organizzazioni territoriali, uscendo da logiche personali e di corrente”. “L’Umbria – afferma – va cambiata veramente: nel funzionamento delle istituzioni che vanno portate più vicine ai cittadini: semplificando e snellendo la burocrazia ed eliminando le sovrapposizioni, nella organizzazione dei servizi che vanno garantiti accessibili e uguali per tutti e per tutte le zone della regione, nel rapporto con le imprese dove vanno privilegiati gli investimenti e l’occupazione”. Relativamente al partito di cui è rappresentante il segretario spiega: “serve un congresso regionale vero e aperto, assolutamente necessario anche a livello nazionale, fondato su un franco confronto di idee sui problemi e sulle possibili risposte ai bisogni e al disagio di molti cittadini, partendo dai congressi di circolo per rifondarlo nei contenuti, nella organizzazione, nei suoi rappresentanti. Attraverso il congresso, prima di tutto, occorre rispondere a un’esigenza di vitale importanza rappresentata dalla definizione di una base di valori, di intenti e di obiettivi comuni nella quale tutti i Democratici umbri possano riconoscersi; bisogna insomma definire una piattaforma di riferimento e non cominciare il lavoro dalla discussione sui possibili candidati alla segreteria che sarebbe auspicabile vedano una separazione tra ruoli istituzionali e politici. Quello che deve svilupparsi è il coinvolgimento dei territori, proprio a partire dal dibattito sulla definizione degli obiettivi e degli intenti comuni e generali del partito. Anche il gruppo dirigente del resto non può che essere ricostituito dal basso, partendo dai territori e dai circoli: sarebbe estremamente miope la scelta di calarlo dall’alto su una base che appare ormai stanca e sempre meno disposta ad accettare decisioni verticistiche, senza una vera discussione e un vero dibattito. Solo dalla partecipazione può nascere un Umbria migliore”.

Con queste riflessioni, approvate dai gruppi dirigenti delle unioni comunali, il PD del Trasimeno vuole offrire un contributo al dibattito ed al congresso regionale con alcune proposte di metodo e di criteri per la ricostituzione gruppo dirigente. Ad un anno dalle elezioni regionali e dalla drammatica sconfitta del nostro partito, la situazione politica sembra cristallizzata, complice sicuramente il lungo periodo di chiusura causata dal corona virus e dalle difficoltà di comunicazione, ma ormai con urgenza è necessario aprire una fase 2 e ridare al partito democratico dell’Umbria un progetto politico e organi capaci di dare lo slancio necessario per la riconquista della regione. Bisogna chiamare tutte le forze disponibili: iscritti e non ad una pronta e grande mobilitazione, quella che ad aggi non c’è stata, e sollecitiamo quindi nuovamente l’avvio delle procedure per il congresso regionale.

Chiediamo al commissario di insediare immediatamente la commissione congressuale larga e rappresentativa di tutto il partito dell’Umbria a partire dai rappresentanti delle maggiori organizzazioni territoriali, uscendo da logiche personali e di corrente. L’Umbria va cambiata veramente: nel funzionamento delle istituzioni che vanno portate più vicine ai cittadini: semplificando e snellendo la burocrazia ed eliminando le sovrapposizioni, nella organizzazione dei servizi che vanno garantiti accessibili e uguali per tutti e per tutte le zone della regione, nel rapporto con le imprese dove vanno privilegiati gli investimenti e l’occupazione.

Questo lo vediamo non lo sta facendo il governo di centrodestra inefficace e poltronaro che peggiora solo la situazione. Al Partito Democratico serve un congresso regionale vero e aperto, assolutamente necessario anche a livello nazionale, fondato su un franco confronto di idee sui problemi e sulle possibili risposte ai bisogni e al disagio di molti cittadini, partendo dai congressi di circolo per rifondarlo nei contenuti, nella organizzazione, nei suoi rappresentanti. Attraverso il congresso, prima di tutto, occorre rispondere a un’esigenza di vitale importanza rappresentata dalla definizione di una base di valori, di intenti e di obiettivi comuni nella quale tutti i Democratici umbri possano riconoscersi; bisogna insomma definire una piattaforma di riferimento e non cominciare il lavoro dalla discussione sui possibili candidati alla segreteria che sarebbe auspicabile vedano una separazione tra ruoli istituzionali e politici. Quello che deve svilupparsi è il coinvolgimento dei territori, proprio a partire dal dibattito sulla definizione degli obiettivi e degli intenti comuni e generali del partito. Anche il gruppo dirigente del resto non può che essere ricostituito dal basso, partendo dai territori e dai circoli: sarebbe estremamente miope la scelta di calarlo dall’alto su una base che appare ormai stanca e sempre meno disposta ad accettare decisioni verticistiche, senza una vera discussione e un vero dibattito. Solo dalla partecipazione può nascere un Umbria migliore”.

 

 

 

 

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Written by Gilberto Scalabrini