La cooperativa fa appello all’assessore Morroni, che è già stato informato della situazione, affinché si attivi per trovare delle soluzioni adeguate, anche rispetto all’EAUT (Ente Acque Umbro-Toscano) il cui costo incide pesantemente sulle attuali tariffe

1Città di Castello, 1 luglio 2020 – Il settore agricolo in Alta Valle del Tevere, come in tutta la regione, ha saputo reagire alle difficoltà legate al Covid-19 continuando a lavorare, produrre e fornire prodotti. Resta comunque le difficoltà per le imprese a mantenere una sostenibilità economica delle proprie aziende a fronte degli elevati costi di produzione, sia quelli nuovi legati al covid che quelli già presenti negli anni passati, come il costo molto elevato dell’acqua nel comprensorio irriguo di Montedoglio. La Regione Umbria ha investito negli anni decine di milioni di euro per implementare le condotte e portare acqua nelle valli secondarie e fornire acqua in pressione nella Valle del Tevere. L’attuale realtà è che, durante i periodi di maggior prelievo, nella maggior parte dei punti di attingimento del comprensorio l’acqua deve essere ripompata dalle condotte per poter essere utilizzata; la conseguenza è che si hanno gli stessi costi che si avevano prima attingendo dal Tevere con in più il costo dell’acqua, attualmente posizionato a 18 cents/m3, calcolando costi fissi e variabili. Un confronto con le tariffe applicate in Toscana evidenzia che la gestione della campagna irrigua appaltata a privati, piuttosto che alla comunità montana e ora all’AFOR, ha portato negli anni a costi più bassi, di cui hanno usufruito gli imprenditori toscani. I maggiori costi dell’acqua in Umbria attestatisi negli anni a un + 40% hanno portato ad un esborso per i coltivatori umbri di diversi milioni di euro in più, con grave danno alle imprese e all’occupazione.

“Mentre negli anni passati veniva fatto un piccolo sconto tariffario a chi doveva rilanciare l’acqua, rispetto a chi aveva l’acqua già in pressione, ora già da tempo la tariffa è diventata unica  – sottolineano le rappresentanze delle Cooperative dell’Alto Tevere -. Ci troviamo, quindi, in una situazione non più tollerabile in quanto chi si trova nel comprensorio e deve rilanciare ha di fatto gli stessi costi di manutenzione e carburanti di chi attinge direttamente dal Tevere, con in più la bolletta dell’acqua da pagare con un aggravio di costi di almeno 500 €/Ha”.

“Ulteriore situazione assurda e imbarazzante – evidenziano ancora le Cooperative – è quella della campagna 2017 in cui, a seguito di una stagione anomala e molto calda, ci furono dei consumi molto elevati e, addirittura, un aumento delle tariffe. In quella occasione la regione prese dei precisi impegni per accollarsi dei costi di manutenzione straordinaria e di conseguenza la comunità montana comunicò agli utenti di pagare l’85% dell’importo fatturato. Ora, a fronte dell’impegno non mantenuto da parte della regione, viene richiesto l’ulteriore 15%. In rappresentanza delle aziende c’è la massima disponibilità a pagare il saldo 2017, ma, sicuramente non siamo più disposti a tollerare tariffe così elevate dell’acqua rispetto alla Toscana, né riteniamo più accettabile la penalizzazione delle aziende che si trovano all’interno del comprensorio e che non hanno acqua in pressione”.

“Facciamo appello – concludono dall’Altotevere – all’assessore Morroni, che è già stato informato della situazione, affinché si attivi per trovare delle soluzioni adeguate, anche rispetto all’EAUT (Ente Acque Umbro-Toscano) il cui costo incide pesantemente sulle attuali tariffe. Come sistema di cooperative dell’Alta Valle del Tevere ci candidiamo a gestire l’erogazione dell’acqua del comprensorio di Montedoglio al fine di ridurre i costi e garantire il mantenimento degli attuali livelli di produzione e occupazione”. (141)

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Written by Gilberto Scalabrini