1Terni, 8 luglio 2020 – Nella conferenza stampa sulla morte dei due adolescenti e dopo il fermo del presunto pusher, un uomo di 41 anni (A.M.R queste le sue iniziali), residente a Terni, il procuratore della Repubblica di Terni, Alberto Liguori, ha detto: “Nel giro di pochissime ore abbiamo imboccato la strada giusta, forse abbiamo avuto fortuna, ma i carabinieri hanno avuto intuito investigativo. Da questo caso quello che emerge è quanto sia allarmante la dimistichezza di questi giovani con certe sostanze. Addirittura sentendo gli amici, sanno distinguere se la codeina sia di colore violaceo o il metadone biancastro”. E’ vero, i carabinieri hanno svolto un lavoro in tempo record, arrivando al mercante di morte. Ad uccidere i due adolescente, Gialuca e Flaviodi , rispettivamente di 15 e 16 anni, potrebbero essere stati metadone o codeina: un mix che se assunto provoca la morte nel sonno. Adesso, però, saranno le autopsie e gli esami tossicologici a chiarire meglio le cause dei decessi.

2I carabinieri lo hanno portato in carcere, a Vocabolo Sabbione, ieri sera, intorno alle 22.L’accusa è spaccio e morte come conseguenza di altro reato. A casa del 41enne, accusato di morte come conseguenza di altro reato, è stata rinvenuta e sequestrata una bottiglietta. Potrebbe essere quella che conteneva la sostanza o il mix di sostanze assunte dai ragazzi? Intanto, la morte dei due giovani ha suscitato un’onda di commozione e rabbia. Il Vescovo di Terni, in una nota scrive: “Gianluca e Flavio, due ragazzi adolescenti, 15 e 16 anni, dei nostri rioni, della nostra città, trovati morti nel proprio letto nella stessa mattinata. Non osiamo immaginare il dolore di genitori e familiari. A loro ci stringiamo in una solidale compassione per la perdita prematura di questi che sono figli loro e anche nostri. Ognuno esprime conforto secondo la propria sensibilità. La Chiesa cattolica, pur avvertendo il peso insostenibile della morte di due ragazzi, sull’esempio di Gesù che si unisce al pianto e al conforto della madre vedova e di Giairo, osa ribadire che la morte non avrà l’ultima parola.

3E tuttavia nel bisbigliare dei capannelli di amici e curiosi si stigmatizza l’assurdità di queste giovani morti e la solitudine esistenziale di chi ha ancora bisogno di protezione, sostegno e accompagnamento educativo verso la vita. Tante sono le chimere e gli agguati sottovalutati, dagli esiti pericolosi e a volte ahimè tragici. E’ tanta la superficialità con cui, noi adulti, cattivi maestri, trattiamo materie che  affidiamo a fragili mani in nome della libertà, il cui esito spesso inesorabilmente porta al baratro. Molte volte abbiamo lamentato l’insufficienza di attenzione educativa e sociale verso le giovani generazioni; ancora più frequentemente siamo stati derisi come retrogradi quando abbiamo stigmatizzato  proposte legislative e sociali,  che sottovalutano i rischi connessi a “ragazzate”, a “modiche dosi”, ad “usi personali”, che col tempo portano a tragedie collettive. Confortiamo le mamme e i papà in lutto e per loro invochiamo la carezza di Maria Santissima Addolorata, madre di un figlio morto innocente, maestro e artefice di conforto e consolazione. Fissando i volti spenti di Gianluca e Flavio, accresciamo in noi la compassione e l’amore per la vita. Tutti noi vogliamo lasciarci coinvolgere dalla responsabilità verso le giovani generazioni, ciascuno secondo la propria missione, affinché tali tragedie non si ripetano mai più”.

Anche la Comunità Incontro Onlus interviene sulla tragica scomparsa dei due ragazzi con questo documento: “Esprimiamo sgomento, smarrimento e la nostra più profonda vicinanza alle famiglie dei ragazzi deceduti ieri mattina a causa di un mix letale di sostanze droganti. Quello che è accaduto obbliga tutti noi a riflettere e a fare autocritica: non è accettabile che il messaggio della prevenzione non sia forte e chiaro, che non si riesca a trasferire ai nostri giovani la consapevolezza delle conseguenze legate all’uso di sostanze, che come nel caso dei due adolescenti possono essere estreme. La strategia adottata dalla società contemporanea necessita di un aggiustamento perché oggi più che mai è necessario parlare alle fasce d’età più indifese e più a rischio, con il loro linguaggio. Dobbiamo ascoltare i ragazzi e loro devono ascoltarci. Le nostre parole, devono andare a segno!

In sole tre settimane in Umbria sono stati registrati cinque decessi per abuso di sostanze, mentre i dati diffusi dalla Direzione centrale per i servizi antidroga del Ministero dell’Interno relativi all’Umbria, segnano l’aumento di oltre il 120% dei quantitativi di droga sequestrati in un anno a conferma che la nostra è tra le regioni italiane più a rischio.

Numeri che conosciamo come Comunità e per questo chiediamo alle istituzioni e a tutte le autorità competenti di fare fronte comune sul primo punto: la prevenzione, per arginare a monte l’emergenza. A causa del Covid-19 le nostre tradizionali attività di sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio hanno dovuto subire una brusca fermata, ma come struttura terapeutica siamo già al lavoro per individuare nuove forme di dialogo con le fasce d’età più vulnerabili per coinvolgere i ragazzi attraverso le nuove tecnologie e i social per non vanificare gli sforzi fatti ma si prosegua nell’intento di isolare i fattori di rischio e metterli in guardia sugli effetti distruttivi delle sostanze. Occorre dare ai giovani tutti gli strumenti necessari per difendersi e tutelarsi, affiancarli nel loro percorso: la conoscenza, le informazioni sono fondamentali per riconoscere i pericoli e agire di conseguenza.

Sul nostro territorio sussiste un’emergenza droga che va combattuta alla radice, non con la legalizzazione delle sostanze – come una parte della società auspicherebbe – ma fornendo ai giovani gli anticorpi e i valori necessari per salvaguardarsi uno stile di vita sano e libero. E’ il momento che la politica, a livello locale e centrale, prenda una posizione netta e chiara contro qualsiasi tipo di sostanza. Basti pensare che la normativa (309/90), che regola i servizi per le dipendenze risale a oltre 30 anni fa: totalmente obsoleta. E’ tempo di adeguarla ai nuovi scenari. Quello che è successo ieri notte, dimostra che quanto stiamo facendo per combattere le dipendenze, non basta. Occorre rafforzare l’azione e agire Insieme per la vita contro la droga! Come Don Pierino ci ha insegnato.”
 

 

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Written by Gilberto Scalabrini