Al Plateatico di Foligno, le autocisterne fanno la spola per trasportare acqua potabile nelle zone in crisi

Al Plateatico di Foligno, le autocisterne fanno la spola per trasportare acqua potabile nelle zone in crisi

MONTEFALCO, 2 agosto 202 – La carenza d’acqua inizia a farsi sentire, complice anche il gran caldo che fa crescere i consumi, e a Montefalco il “fungo” (cisterna d’acqua che sovrasta l’abitato) non riesce a soddisfare i bisogni di tutti. Ieri alcuni turisti che erano nella città di Benozzo Gozzoli, hanno lasciato gli alberghi. I gestori ricorrono all’autoclave, che però in queste situazioni si svuotano più rapidamente per le docce dei clienti, perchè contengono poca acqua. Anche la sorgente di Rasiglia, quella di Alzabove, da cui Montefalco capta acqua per caduta fino al fungo, inizia a dare segni di sofferenza? Ancora pare di no, ma il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, ha o inviato la settimana scorsa un esposto ai carabinieri del Nucleo Forestale, all’Arpa, ai competenti uffici ed enti preposti, nonché alla Procura della Repubblica, per denunciare l’allarmante situazione in cui versano alcuni tratti del fiume Menotre “interamente prosciugati, con livelli d’acqua palesemente insufficienti a garantire il cosiddetto “minimo vitale” per la fauna ittica, con morie di pesci e il degrado dell’ambiente fluviale”.

Intanto, al Plateatico di Foligno, le autocisterne fanno la spola per riempire i serbatoi e trasportare l’acqua in diverse zone, come a Bastardo, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e nella stella di montagna dove a soffrire sono anche gli animali. Purtroppo, il fabbisogno cittadino è sempre in crescita. Sotto accusa anche l’uso dell’acqua potabile per annaffiare prati, orti e giardini, per lavare le auto, o, peggio, per riempire le piscine, soprattutto quelle che non hanno il sistema di riciclo e pulizia dell’acqua.

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Written by Gilberto Scalabrini