1MAGIONE, 15 agosto 2020  – Deceduta all’età di 88 anni Antonietta Caligiana da tutti conosciuta come la “maestra Tonina” per i lunghi anni di insegnamento. È stata punto di riferimento e figura storica per tutto il paese per le tante attività svolte nel campo culturale, ricreativo e sociale. Forte la commozione in tutta la comunità magionese per la sua scomparsa che ha voluto, anche attraverso i social, condividere il dolore con la famiglia, ricordarne le tante attività svolte e la generosità.
“Moltissimi i ricordi che si sono susseguiti in queste ore – è stato il commento del sindaco Giacomo Chiodini nell’apprenderne la scomparsa –. Non provenienti solamente dalle centinaia di alunni che l’hanno conosciuta anni fa tra i banchi di scuola, ma anche dalle tante persone che ne hanno apprezzato la generosità e l’impegno nella vita sociale di Magione”.
A ricordarne la figura il Consiglio dell’associazione turistica Pro Magione di cui è stata presidente e cofondatrice. “Se n’è andata proprio nei giorni solitamente dedicati alla “festa di Magione” – si legge –, che lei stessa definì «una settimana di spensierata allegria nella quale trovano una giusta collocazione arte, cultura, sport, folklore e gastronomia».

Nel 1977 ha svolto un ruolo importantissimo nella fondazione della Compagnia dialettale magionese, poi Compagnia teatrale magionese voluta da Gianfranco Zampetti. Proprio con lui ha composto per decenni la coppia storica del teatro dialettale e che così l’aveva definita in un suo intervento: “attrice di carattere, sanguigna, grintosa ed efficace ha ricoperto ruoli di prima donna con sentimento e dedizione. Nei nostri ruoli siamo riusciti a trasmettere al pubblico sensazioni e sentimenti che non si dimenticano facilmente”.
Tra i tanti ricordi sulla sua generosità quello scritto dall’attuale presidente della Compagnia, Giancarlo Suriani, e dall’artista Giorgi Lupattelli che l’hanno ricordata raccontando vicende personali: “Il mio babbo tornava dalla Svizzera una volta all’anno, forse due – ha scritto Suriani –. Lontano dalla famiglia per un unico scopo: la casa. Eppure tanto lavoro non bastava; era necessario anche il contributo della mia mamma che spendeva i suoi giorni raccogliendo il tabacco, dal mattino presto, fino al tardo pomeriggio. Nonostante ciò, non mi sono mai sentito abbandonato a me stesso. Grazie a quegli incontri che solo i fortunati possono dire di aver avuto, io ho trovato sulla mia strada la maestra Tonina persona carica di umanità e altruismo, che si prendeva cura di me nei pomeriggi, dopo la scuola. Così sono cresciuto protetto da due donne importanti che avevano stretto un patto per la mia felicità”.

“Sarebbe inutile tracciarne un profilo – scrive Lupatelli – perché è stata una delle protagoniste della scena sociale del paese degli ultimi decenni. Mi preme però un ricordo personale: mi conobbe da ragazzo per la mia grande amicizia con Antonella Paparelli e la sua famiglia, e se oggi io posso definirmi un’artista professionista è anche per merito della Tonina che fin dagli esordi, da presidente della proloco, mi ha spronato a mostrare il mio lavoro dandomi anche la possibilità di disegnare le copertine della Settimana Magionese. Mi ha anche sostenuto agli inizi della mia carriera acquistando diversi miei lavori giovanili, così come sua sorella Anna, alla quale ero molto legato. Ho avuto successivamente modo di frequentarla oltre che per la proloco anche con la compagnia teatrale Magionese di cui è stata a lungo protagonista”.

Tra le tante dediche anche una poesia scritta da Eric Orsini nel suo amato dialetto che si chiude con: “E già je manchi ta stà Magione/ Che come te vol sempre ragione!”
Nel 2005 pubblica il libro “Vi racconto la storia che nessuno racconta” in cui, utilizzando le memorie contenute nei diari della madre, ripercorre la storia della comunità magionese tra l’avvento del Fascismo e l’inizio della Repubblica.
Negli ultimi anni, prima che la malattia glielo impedisse, era quotidiana la sua presenza come volontaria della Caritas, come Vincenziana e a Casa Serena, nella Scuola dell’infanzia Danzetta e al Centro sociale anziani. (364)

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Written by Gilberto Scalabrini