Il Centro Umbro di Residenze Artistiche (CURA) a Spoleto, Sant’Anatolia di Narco e Vallo di Nera con tre progetti di residenza dedicati ai luoghi e al paesaggio

1SPOLETO , 18 agostop 2020 – “Umbria, una terra che ti muove” 2020 è il progetto di C.U.R.A. – Centro Umbro di Residenze Artistiche – nato nel 2019 per accompagnare i territori colpiti dal sisma nel 2016 e alcuni comuni dell’entroterra con azioni creative e processi artistici capaci di far emergere le identità e le specificità culturali delle popolazioni e di trasformarle in opere visibili e tangibili di artisti contemporanei. Passando dalla dimensione di emergenza a quella di ricostruzione, le attività culturali e i linguaggi artistici e performativi offrono occasione privilegiata di riformulare narrazioni e identità di comunità e territorio, performando alternative e risanando ferite grazie alla proiezione di un quotidiano sconvolto in un possibile futuro. Dopo l’esperienza maturata nel 2019 col contributo di artisti nazionali e internazionali il progetto riparte a fine agosto coinvolgendo i territori di Spoleto, Sant’Anatolia di Narco e Vallo di Nera con tre artisti impegnati in tre differenti territori e tre percorsi di ricerca che indagano gli ecosistemi naturali e antropologici nella fragile dimensione tra uomo e natura, passato e presente (o futuro) esplorando il patrimonio naturalistico e botanico, le caratteristiche morfologiche e le storie e i saperi connessi dando vita ad interventi che interpretano in chiave contemporanea sfumature offrendo occasioni speculative per creare connessioni tra comunità (umane e appartenenti a villaggi diversi) tra la sfera umana e vegetale in una visione alternativa del mondo vivente che mobilita radici e tradizioni nella creazione di momenti di scambio e possibili futuri funzionali.

Il progetto si propone di lavorare sulla trasformazione dei luoghi grazie a processi artistici capaci di leggere il patrimonio intangibile e renderlo fisico, concreto con atti performativi e opere che possano dar vita ad interventi permanenti lavorando sul tema di “cosa resta” dopo che gli artisti hanno abitato un luogo a seguito dell’intervento effimero e transitorio per sua natura. Per il 2020 Il Centro C.U.R.A. si affida alla ricerca dell’artista umbro Gianni Moretti, dell’architetto e urbanista Luigi Greco e lo streetartist Alberonero. I tre giovani artisti saranno impegnati in residenza sui tre diversi territori per il periodo tra fine agosto e il mese di ottobre in percorsi di ricerca che porteranno alla creazione di opere temporanee sul dialogo uomo-natura, tradizione e futuro a partire dalle comunità locali depositarie di saperi e memorie inestimabili.

Gli artisti coinvolti saranno invitati a vivere insieme e lavorare in dialogo con le comunità residenti indagandone il patrimonio immateriale, co-creandolo con le comunità, attraverso processi di scambio e partecipazione. Vivere un processo di trasformazione e lasciare un’opera concreta, o meglio, trasformare concretamente i luoghi attraverso opere e processi in grado di favorire un impatto sui territori naturali e umani e insieme favorire l’incremento dell’attrattività del territorio.

C.U.R.A. – Centro Umbro di Residenze Artistiche è composto da Indisciplinarte srl di Terni, La Mama Umbria, International di Spoleto, Coop. GE.CI.TE. (Spazio Zut!) di Foligno, Centro Teatrale Umbro di Gubbio e Micro Teatro Terra Marique di Perugia, cinque realtà eterogenee per dislocazione geografica e vocazione estetica che dal 2015 offrono soluzioni innovative di ricerca e sviluppo nell’ambito delle arti performative sostenendo percorsi di residenza con artisti nazionali e internazionali. C.U.R.A. è un progetto sostenuto dal MIBACT e Regione Umbria nell’ambito del progetto nazionale di Residenze Artistiche, un progetto complesso e organismo multiforme che mira a ottimizzare e condividere le risorse in campo, creando un modello unico e innovativo per rafforzare il ruolo della regione Umbria in ambito nazionale nel settore dello spettacolo dal vivo e creare le condizioni per favorire crescita e sviluppo del tessuto artistico regionale al livello nazionale e internazionale.

 

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Written by Gilberto Scalabrini