Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

0Norcia, 24 agosto 2020 – Camminando, senti venirti addosso ancora le ferite prodotte dal terremoto nel 2016; soprattutto senti venirti addosso il silenzio delle vetrine sbarrate, proprio quelle porte e vetrine dalle quali, di solito, straripava un profumo avvolgente che era semplicemente l’avanguardia di quel bendidio di norcineria che è il marchio di fabbrica di questa valle. Ora quel profumo è ripreso, perché qui c’è gente tosta. E’ finito il momento delle lacrime, anche se ogni tanto riaffiorano, ma nell’intimità, in quell’eterna altalena tra i ricordi sfarinati dalle scosse ed il futuro appeso più alla speranza che alla certezza. In compenso, non c’è stato bisogno di incoraggiare i nursini a reagire.  Loro sono avvezzi da generazioni a reagire, ad alzarsi dopo aver subito sgambetti, ad ammansire la povertà inventandosi mestieri che l’hanno portati anche lontano da casa.
E quanti si sono trasferiti nelle SAE (struttire abitative di emergenze)  scalpitano , non vedono l’ora di tornare, oppure non sanno stare con le mani in mano e si danno da fare in tanti lavori. C’è chi sostiene che la natura colpisce a casaccio. Il che non è vero per questa valle: qui la natura sembra aver colpito con metodo, ogni tanto intimorisce e squassa, quasi a voler mettere continuamente alla prova gente che la natura l’ha sempre rispettata e che ogni volta, dopo ogni disgrazia, ha saputo rialzarsi.  Saprà farlo anche questa volta, anche se la prova alla quale è sottoposta è probabilmente la più dura di sempre.

1Mi dice un vecchio nursino: «Noi siamo fieri di cavalcare questa terra e restargli aggrappati addosso, senza farci disarcionare. Fieri dei nostri boschi, delle nostre aspre e  a tratti selvagge montagne, che formano il fascino della catena dei monti Sibillini». E’ bero, verissimo, ma questa volta, la spinta a rialzarsi è molto dura. Il Commissario alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma ha emanato  tre nuove Ordinanze con le norme e le Linee Guida per l’attuazione dei Programmi Straordinari di Ricostruzione. Grazie alle semplificazioni introdotte dovrebbe avvenire la ripartenza, almeno quella della fricostruzione leggera. Per la ricostruzione pesante  ci sarà ancora ada attendre, perchè molte case sono da radere al suolo. Fuori dal “cratere sismico” dei 15 comuni di cui fanno parte i centri più colpiti quali Norcia, Cascia e Preci, ci sono altri 511 nuclei familiari – per un totale di 1.250 persone – che hanno le proprie abitazioni lesionate e quindi inagibili, così da ricorrere al Contributo di autonoma sistemazione. Solo a Foligno sono 110 le domande attivate, a Gualdo Cattaneo 50, a Montefalco 48, a Marsciano 43, a Narni 21, a Bevagna 20, a Terni 18, ad Acquasparta 14, a Campello sul Clitunno 11, a Gubbio 10, nessuna a Perugia.

Nella foto di Alfonso Della Corte , la transumanza dei cavalli da Castellucciop a Norcia. La strada resta interrotta per molti mesi, a causa dei massi che invadono la carreggiata

Nella foto di Alfonso Della Corte , la transumanza dei cavalli da Castellucciop a Norcia. La strada resta interrotta per molti mesi, a causa dei massi che invadono la carreggiata

Non è il momento dei tentennamenti e della vanagloria. E’ il momento, questa volta più che mai, della concretezza. Norcia riprova a vivere; ha ricominciato a vivere con la dislocazione dei negozi fuori porta Ascoli. Ancora una volta è vivace ed operosa. Ma il problema dei problemi è sottotraccia: questa opinione potrà anche sembrare stravagante, ma riteniamo che la scommessa più grande da vincere sia quella di ricostituire la comunità, ridargli con pazienza il senso dell’appartenenza, far sì che quanto prima tutti tornino a Norcia, che tutti ritrovino quella voglia matta di stupire con il lavoro delle braccia, l’inventiva della testa, la forza del cuore che ha battiti di questa terra. Per i geologi, questo terremoto è stato un capitolo nuovo da studiare. Soprattutto, si è cercato di capire se dopo L’Aquila, Amatrice, Ussita e Visso, l’energia che si é accumulata sia esaurita.   La montagna è come se avesse visto la luce e, fra le alture arcigne, inquiete e irregolari, si sente respirare.  “A quattro anni dal primo dei terremoti che tra agosto 2016 e gennaio 2017 hanno sconvolto il Centro Italia, sia la ricostruzione pubblica che quella privata sono in forte ritardo e tale lentezza è dimostrata dal Rapporto sulla ricostruzione post sisma 2016 presentato sabato dal Commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnini”.

4È il commento di Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, in occasione del quarto anniversario dal violento sisma di magnitudo 6.0 che, il 24 agosto 2016, distrusse Amatrice e Accumoli, nel Lazio, e Arquata del Tronto, nelle Marche, provocando 299 vittime. “Questi dati dimostrano che il bilancio dei lavori è tutt’altro che positivo – aggiunge Angelone – a partire dalla ricostruzione privata: dei 5.325 progetti approvati in questi quattro anni, 2.544 quelli già realizzati e 2.758 i cantieri in corso. Quattro anni di burocrazia e lungaggini che hanno portato a un ritardo ancora più evidente nella ricostruzione pubblica: basti pensare che dei 2,1 miliardi di euro già stanziati, le risorse effettivamente erogate ammontano a circa 200 milioni di euro, appena il 10% del totale” denuncia il geologo.

3Un terremoto talmente violento da modificare la connotazione geografica del nostro Paese. “A fronte di un evento sismico del genere, che ha avuto ripercussioni profonde sugli aspetti economici e sociali di un’intera Regione – spiega il geologo -, si sarebbe dovuta costruire da subito una corsia preferenziale per tornare ad una parvenza di normalità nel più breve tempo possibile, per gestire poi sul lungo periodo le attività di completamento in un quadro normativo ordinario. Invece i numeri, soprattutto quelli della ricostruzione privata, sono ancora imbarazzanti per un paese civile. Senza poi voler entrare nel merito delle ricadute sui professionisti e sulle imprese che, ad oggi, non riescono ad incassare i loro crediti, sempre per questioni legate alla ridondanza dei controlli, delle verifiche e degli accertamenti. È auspicabile che, tenuto conto dell’accuratezza e della meticolosità dei controlli, questo rappresenti almeno l’occasione per porre la prevenzione alla base di ogni scelta pianificatoria ed edificatoria ed evitare che in futuro si registrino altri eventi che segnino così profondamente popolazioni e territori” è il monito di Troncarelli.

Al fine di velocizzare e semplificare il processo di ricostruzione, è stata emanata l’Ordinanza 100 che introduce l’autocertificazione da parte dei progettisti e stabilisce un tempo massimo di concessione del contributo pari a 110 giorni. Nell’ambito della prevenzione e pianificazione sono stati avviati studi e approfondimenti volti a garantire una migliore conoscenza delle caratteristiche geologiche, sismiche e fisiografiche del territorio per consentire una ricostruzione più sicura. Solo attraverso un’adeguata azione preventiva e pianificatoria -dicono i geologi- si può arrivare ad una efficace ricostruzione che possa valorizzare la rinascita dei nostri meravigliosi territori, borghi e città” continua il geologo marchigiano.

“Una tragedia come questa ci deve far capire che è necessario puntare sulla prevenzione e su una ricostruzione efficiente per tutelare il nostro patrimonio edilizio, culturale, storico, ma soprattutto per mettere in sicurezza la vita dei nostri genitori e dei nostri figli” spiega Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Sappiamo ormai bene che il nostro Paese è fragile dal punto di vista sismico, per questo motivo la priorità deve essere quella di investire sulla sicurezza. Da un decennio il Consiglio Nazionale dei Geologi si batte affinché diventi obbligatorio il fascicolo del fabbricato, strumento fondamentale per la valutazione della vulnerabilità degli edifici, per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano e per la redazione dei piani comunali di Protezione civile” conclude Angelone. (93)

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Written by Gilberto Scalabrini