SABATO L’INAUGURAZIONE DELLA 20^ EDIZIONE. ONLINE IL CATALOGO DELL’EVENTO CON 400 OPERE E A PALAZZO VITELLI A SANT’EGIDIO DUE CONFERENZE SULLA TRADIZIONE TIPOGRAFICA TIFERNATE E SULL’OPERA DELL’ARTISTA VINCENZO BARBONI

Palazzo VitelliCittà di Castello, 1 settembre 2020 – Sabato 5 settembre alle ore 9.45 sarà inaugurata ufficialmente a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio la 20^ edizione della Mostra Mercato Nazionale del Libro Antico e della Stampa Antica di Città di Castello, promossa dall’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio e dal Comune con il coordinamento scientifico di Giancarlo Mezzetti. Quest’anno, per le restrizioni legate all’emergenza da Covid-19, la rassegna è il primo evento tra gli appuntamenti di antiquariato librario a svolgersi online, con una vetrina virtuale di 400 opere appartenenti a 40 espositori raccolte in un catalogo consultabile sul portale web della manifestazione (www.mostralibroantico.it). Esperti e appassionati avranno così l’opportunità di ammirare da ogni parte del pianeta il meglio dell’offerta di antiquari provenienti dall’Italia, dalla Francia, dall’Olanda e dalla Spagna, scoprendo opere di notevole pregio e valore economico, tra cui un manoscritto d’ore della metà del 1400 composto da 74 carte con immagini miniate, in vendita a 19 mila 500 euro, e un prezioso libro di viaggi da Venezia a Costantinopoli del 1660, con 75 tavole, quotato 11 mila euro.

Nelle pagine del catalogo trovano spazio trattati di astronomia; edizioni facsimilari di esemplari unici custoditi nei musei; una delle più belle vedute di Roma esistenti realizzata da Giuseppe Vasi nel 1765; carte geografiche del XVI e XVII secolo; stampe giapponesi; incisioni di antichi maestri, come Albrecht Dürer e Andrea Mantegna, ma anche di artisti contemporanei come Alberto Burri; opere a stampa raffiguranti l’Umbria. Il catalogo verrà pubblicato anche sui più importanti siti internet italiani ed esteri di settore, consentendo alla Mostra del Libro Antico e della Stampa Antica di proporsi a una qualificata platea di cultori del genere che quest’anno non potranno darsi appuntamento a Città di Castello. In occasione della cerimonia di apertura della rassegna, nella stessa dimora cinquecentesca del centro storico tifernate si terranno in presenza le iniziative collaterali in programma, due conferenze dedicate alla tradizione tipografica di Città di Castello e alla produzione artistica del pittore tifernate Vincenzo Barboni. Alle ore 10.00 sarà la professoressa Giovanna Zaganelli, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia, a illustrare insieme alla coautrice Sarah Bonciarelli i contenuti del volume dal titolo “Alla ricerca dell’Eneide stampata in Civitella Castelli nel 1539”, edizione critica e di commento alla ristampa facsimilare del secondo libro dell’Eneide di Virgilio, impressa nel 1539 a Città di Castello da due tipografi ambulanti, il cremonese Antonio Mazzocchi e Niccolò Gucci da Cortona, con il titolo “Il secondo di Vergilio in lingua volgare volto da Hippolito De’ Medici cardinale”.

Raccolte in un cofanetto realizzato da Pliniana Editrice, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, le due opere documentano il rilievo letterario della produzione di Virgilio nel primo Cinquecento, offrendo una testimonianza molto importante sulla nascita e sullo sviluppo della letteratura italiana in volgare e sottolineando la ricchezza della cultura e della tradizione tipografica tifernate.  Nella seconda conferenza, in programma alle ore 11.30, sarà presentato un saggio originale del pittore tifernate del XIX secolo Vincenzo Barboni, di cui saranno esposti oltre 50 disegni originali e inediti in una mostra curata da Estela Nisi al piano terra di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio. La valenza culturale dell’opera di Barboni sarà illustrata dal presidente dell’associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio Fabio Nisi, che evidenzierà come l’artista, poco conosciuto nella sua stessa città, sia in realtà a pieno titolo fra i maggiori esponenti della pittura umbra del diciannovesimo secolo. Già allievo del Minardi a Perugia e poi a Roma, Barboni è considerato uno degli esponenti più autorevoli della corrente pittorica italiana del Purismo e tra le opere che ebbe modo di realizzare c’è la grande tela collocata nella Sala della Giunta della residenza municipale di Città di Castello, nella quale è raffigurato il martirio di San Lorenzo. (143)

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Written by Gilberto Scalabrini