Il Centro Umbro di Residenze Artistiche (CURA), quest’anno opera a Spoleto, Sant’Anatolia di Narco e Vallo di Nera con tre progetti di residenza dedicati ai luoghi e al paesaggio

1SPOLETO, 2 settembre 2020  – “Umbria, una terra che ti muove” è il progetto di C.U.R.A. – Centro Umbro di Residenze Artistiche, nato nel 2019 per accompagnare i territori colpiti dal sisma nel 2016 e alcuni comuni dell’entroterra con azioni creative partecipate e progetti artistici di comunità capaci di far emergere le identità e le specificità culturali e paesaggistiche e di trasformarle in opere visibili e tangibili di artisti contemporanei. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione di Comune di Spoleto, Comune di Sant’Anatolia di Narco, Comune di Vallo di Nera, Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco e Casa dei Racconti di Vallo di Nera. Dopo l’esperienza maturata nel 2019, col contributo di artisti nazionali e internazionali, il progetto è ripartito quest’anno da Spoleto con Gianni Moretti, primo artista in residenza per l’edizione 2020. Umbro di nascita, Moretti vive e lavora a Milano. La sua ricerca artistica spazia tra disegno, installazioni e mixed media e opere di arte ambientale partecipata. La residenza artistica, iniziata lo scorso 22 agosto si conclude in questi giorni, ma l’artista sarà di nuovo a Spoleto in autunno per l’istallazione definitiva dell’opera.

2A Spoleto il lavoro si è concentrato sullo spazio dei giardini pubblici della Casina dell’ippocastano e sul rapporto tra luogo fisico e la cittadinanza locale. L’idea di partenza del progetto artistico di Gianni Moretti ha focalizzato la sua ricerca sul concetto dei giardini pubblici come luogo dello stare e dell’incontro, cercando di comprendere il tipo di frequentazione e il valore che un luogo come questo può assumere all’interno della configurazione urbanistica della città di Spoleto come punto di confine e di accesso al centro storico. L’intervento si è focalizzato su quei segni che in qualche modo modificano gli elementi di arredo dello spazio (in particolare le panchine e gli elementi di illuminazione), come caratterizzanti e determinanti della sosta e dell’incontro all’interno dei giardini. Un punto fondamentale del processo di creazione artistica è stato il coinvolgimento di giovani adolescenti del comune di Spoleto, con i quali Moretti ha instaurato un rapporto di scambio continuo attraverso degli incontri incentrati sulla riflessione comune sui temi della memoria e del monumento. La partecipazione dei ragazzi è stata numerosa e molto attiva. Hanno partecipato al laboratorio più di 20 giovani spoletini.

L’opera di Moretti, che sarà istallata in autunno, sarà il risultato delle suggestioni derivanti dall’esperienza di residenza e dal confronto con la cittadinanza. Il progetto “Umbria, una terra che ti muove”, continua con la prossima residenza in partenza questo fine settimana nel territorio di Sant’Anatolia di Narco con l’architetto Luigi Greco. C.U.R.A. – Centro Umbro di Residenze Artistiche è composto da Indisciplinarte srl di Terni, La Mama Umbria, International di Spoleto, Coop. GE.CI.TE. (Spazio Zut!) di Foligno, Centro Teatrale Umbro di Gubbio e Micro Teatro Terra Marique di Perugia, cinque realtà eterogenee per dislocazione geografica e vocazione estetica che dal 2015 offrono soluzioni innovative di ricerca e sviluppo nell’ambito delle arti performative sostenendo percorsi di residenza con artisti nazionali e internazionali. C.U.R.A. è un progetto sostenuto dal MIBACT e Regione Umbria nell’ambito del progetto nazionale di Residenze Artistiche, un progetto complesso e organismo multiforme che mira a ottimizzare e condividere le risorse in campo, creando un modello unico e innovativo per rafforzare il ruolo della regione Umbria in ambito nazionale nel settore dello spettacolo dal vivo e creare le condizioni per favorire crescita e sviluppo del tessuto artistico regionale al livello nazionale e internazionale.

Contatti

C.U.R.A. Centro Umbro Residenze Artistiche

www.curacentroresidenzeumbre.net

info@curacentroresidenzeumbre.net (120)

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Written by Gilberto Scalabrini