Dal nostro inviato GILBERTO SCALABRINI
Massimo Gubbini, portacolori del rione Croce Bianca, vincitore della Sfida 2019

Massimo Gubbini, portacolori del rione Croce Bianca, vincitore della Sfida 2019

Foligno, 8 settembre 2020 –  Se è vero, come è vero, che il cavallo è il protagonista della gara storico-equestre, altrettanto si può dire del cavaliere. Da quando molti rioni hanno le scuderie, potrebbero raccontare chissà quanti aneddoti e storie sui loro binomi. Sui portacolori le contrade ripongono tutte le speranze di vittoria, a volte attesa per anni. I cavalli, tutti di razza purosangue dal 1990 fanno registrare tempi da brivido. Coprono i 750 metri del percorso a forma di otto, sotto il minuto. Durante la gara, senti in modo distinto il tambureggiare degli zoccoli dei cavalli, perché gli spettatori restano in religioso silenzio. Se con il binocolo guardi il volto del cavaliere mentre punta la lancia per infilare l’anello, leggi cuore e grinta, ma anche la smorfia di chi contrae la mandibola e stringe i denti per la tensione.

Questa è la Quintana! Un tempo la giostra era privilegio del censo e il cavaliere giurava fedeltà al Principe o alla dama. Oggi, invece, è festa di popolo. Quest’anno, il Covid-19 ha diviso la città, almeno da quello che si legge sui social. Da una parte la paura, dall’altra la voglia di riprendersi gli spazi dopo la lunga serrata chiamata “lokdown”. I primi sostengono che la festa di popolo non andava fatta, era necessario –come è accaduto a Siena- un anno sabbatico, al fine di non rischiare i contagi; i secondi, invece, fanno appello al buon senso di tutti, affinché la Giostra torni fra il popolo dei dieci Rioni. Dire chi ha ragione e chi ha torto non è facile. E’ un momento difficile, è un’emergenza sanitaria che i nostri nipoti leggeranno sui libri di storia.

Luca Innocenzi, cavaliere del rione Cassero, vincitore della Quintana di solidartietà 2019

Luca Innocenzi, cavaliere del rione Cassero, vincitore della Quintana di solidartietà 2019

E’ l’anno zero della Quintana, l’anno della pandemia che turba i cuori, perché il virus torna a rialzare la testa e a riaccendere i focolai. Cosa succederà a breve nessuno può dirlo. Si può perdere o si può vincere. Dipende da come continueremo ad affrontare il nemico invisibile. Dalle taverne alla Giostra, la parola d’ordine è “sicurezza”. Il 13 settembre, poche persone potranno entrare al campo de li giochi per assistere alla gara. La maggior parte dei folignati seguirà comodamente le tornate sul divano di casa, perché la Rai trasmetterà l’evento in diretta.

Chi vincerà? Sono dieci binomi da urlo, tutti con il fiato sospeso, perché la gara potrebbe riservare qualche sorpresa. Il cavaliere da battere è il “lauro cinto in ultima tenzone”, il Fedele di Croce Bianca, al secolo Massimo Gubbini. Ha 37 anni ed è un folignate. Ha già scritto il suo nome sull’albo d’oro della Quintana. Gli daranno filo da torcere Luca Innocenzi del Cassero, Daniele Scarponi del Giotti, Lorenzo Paci del Morlupo, Pierluigi Chicchini del Pugilli, Cristian Cordari del Badia, Mattia Zannori de La Mora. Il Campo attende anche Marco Diafaldi, nuovo Audace dello Spada, del Furente di Contrastanga Alessandro Candelori, dopo l’ottimo debutto dello scorso anno, e di Tommaso Finestra chiamato a difendere i colori del Rione Ammanniti.

Mentre termino di scrivere questo articolo, mi piace pensare che la Quintana sia -anche in tempo di Coronavirus- un elemento integrante e indispensabile della vita e della nostra storia cittadina. Il suono dei nostri tamburi, che echeggiano per le vie della città (quest’anno non potranno esibirsi nella sfilata per le vie del centro storico), costituisce il naturale sottofondo musicale della festa di popolo. Il loro, è l’unico suono udibile in un silenzio carico di tensione e di attesa, cui seguono le urla di gioia dei vincitori e la rabbia dei vinti.

L’intero universo contradaiolo è descritto come un fenomeno di equilibrio tra “regole” e “trasgressioni”. E la responsabilità di salvaguardare questo equilibrio spetta a tutti gli “addetti ai lavori”: Priori, Ente Giostra, autorità comunale, contradaioli e chiunque altro, a vario titolo, si trovi a operare per la Festa. (Foto Stefano Preziotti)
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Written by Gilberto Scalabrini