1Foligno, 13 settembre 2020 – Senza nemmeno pensarci due volte, ha preso la rincorsa e usato la testa (è un eufemismo in questo caso parlare di testa) come un ariete contro la vetrina di una rivendita di sali e tabacchi in piazza del Grano, nelle ore piccole della movida. E’ accaduto nella notte fra venerdì e sabato. La vetrina è stata danneggiata. Il giovane, già identificato dalla Polizia, adesso dovrà rispondere di danneggiamento. Ho fatto lo spaccone, forse in preda ai fumi dell’alcool, o forse solo per dimostrare di quant fosse “bravo”, si è “esibito” davanti ad una platea divertita di coetanei che ridevano e applaudino. Un panorama davvero plumbeo che avvolge i giovani nello spreco collettivo del tempo libero, dell’amicizia, della voglia di stare insieme, e trasforma tutto ciò in un ciclone di violenza senza senso e senza una specifica motivazione. Qualcuno dice che è l’effetto del trauma del lungo lockdown e, una volta usciti di casa, liberi, sfogano con la violenza le loro frustrazioni. Questa spiegazione da lettino di psicoanalisi non convince affatto. La violenza è sempre un  insostenibile  stile di vita quotidiano e il muro che separa quella verbale da quella fisica è di cartapesta.

2Prima ancora delle amministrazioni, dei sindaci, delle autorità politiche, vorremmo sapere dove sono finiti i genitori di questi ragazzi. Nessuno vuole insegnare il mestiere di genitore, ma forse invece di rincorrere le nuvole rassicuranti delle spiegazioni freudiane, del Covid-19 come parola chiave per giustificare qualsiasi violenza, sarebbe il caso di scendere in campo. O meglio: in piazza, a dare un occhio da vicino su come i figli vivono le lunghe notti di estati sempre più violente. E sempre più fuori qualsiasi controllo.

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Written by Gilberto Scalabrini