Intervista a cura di PIA FANCIULLI
stralcio della intervista dal giornale ECO
Il Presidente della Quintana, Domenico Metelli

Il Presidente della Quintana, Domenico Metelli

Foligno, 13 settembre 2020 – La prudenza, tanta. La determinazione, pure. Il fermo immagine che ha imprigionato il mondo, ha messo in stand-by anche la Giostra della Quintana. Decisa però ora a ripartire, a rimettere in pista passioni e energie. Annullata l’edizione di giugno, quella della Sfida, la macchina organizzativa non si è però fermata. Nel back-stage di Palazzo Candiotti e dei rioni si è continuato a lavorare, magari in streaming, guardando avanti, pronti a cogliere la prima occasione per restituire alla città un pezzo della sua storia, passata e presente. E ora ci siamo, domenica 13 settembre si correrà la Giostra della Sfida, perché poi, il 3 ottobre, al Campo de li Giochi, andrà in scena la Rivincita, ma solo se le condizioni saranno meno restrittive delle attuali.

Il presidente Domenico Metelli, da 21 anni alla guida della manifestazione, parla di sicurezza come priorità.  «Prima di arrendermi e annullare un intero anno di Quintana, mi sono battuto come un leone. Abbiamo istituito una nostra task-force. Ho chiesto confronti con le autorità competenti.  Le norme ci guideranno in ogni iniziativa. Con il nostro responsabile alla sicurezza abbiamo elaborato un piano d’azione per la Giostra al campo passato poi al vaglio di Regione e Prefettura. Ma quel che davvero renderà questa Giostra della Sfida insolita, in qualche modo meno festa di popolo – ma va bene così – sarà proprio la competizione al Campo. C’è una cosa da chiarire. È vero, la Quintana è passione, emozione. Ma ci siamo trovati nella tempesta perfetta e, nella tempesta perfetta, si naviga con la testa e non con il cuore.  Come nel 1946, quando la Quintana riemerse dal passato, siamo qui a portare alla città il nostro messaggio positivo, ma possiamo farlo solo con il più profondo senso di responsabilità.  Abbiamo fatto un piano, ritengo ineccepibile, per il Campo. Si sono considerate le aree, le tre tribune e la gradinata, come fossero quattro piazze, con accessi e uscite separati, evitando così incroci e affollamenti.»

Cosa resta della festa di popolo?
«Tutto. Se sei affezionato alla manifestazione e tieni alla sua “salute”, questo è il momento in cui ognuno è chiamato ad amarla ancora di più, a rispettare quanto ci viene chiesto.
Ai più giovani, in cui credo e sui quali da sempre punto, dico che ci si potrà divertire comunque, e che potranno dare più che mai il loro contributo a gestire con successo una situazione e un’edizione che rimarrà negli annali. Anzi, propongo a tutti uno slogan: divertiamoci ma con garanzia».

Per lo stato delle cose, per gli alti e bassi dei contagi, nulla ovviamente è così definito come sembra, la situazione potrebbe d’improvviso cambiare, un nuovo DPCM potrebbe rimescolare le carte in tavola. Anche se dei punti fermi ci sono, 27 agosto, 13 settembre, forse 3 ottobre. Ma prima, durante il look down, molte nebbie hanno avvolto il futuro della Quintana.
«Di incertezze da quest’inverno ad oggi ne abbiamo avute. Ma Foligno è una città che non si piega. Nemmeno il terremoto ci ha fermati, Quando nel 2000 sono arrivato a guidare l’Ente, nove taverne su dieci erano all’aperto, nelle piazze. Ma siamo andati avanti, resilienti oggi come allora, Sarà una Giostra della forza e dell’identità di una città».

Una Quintana della resistenza?
«Soprattutto una Quintana della resilienza. Capace di dare il meglio di sé, sempre. La vera gara quest’anno non sarà il masgalano, ma la taverna perfetta. Non stancherò mai di ripeterlo, prudenza e ancora prudenza, ma sapremo divertirci lo stesso.
Rispetteremo le norme fino all’ultima virgola, ma all’interno della legge vogliamo essere liberi di gestire il nostro destino e correre, anche quest’anno, la stra amata Giostra».

Foto di Stefano Preziotti (167)

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Written by Gilberto Scalabrini