1Assisi, 10 ottobre 2020 – L’Umbria ha un nuovo beato. E’ Carlo Acutis. La sua morte è avvenuta il 12 ottobre 2006 all’ospedale San Gerardo di Monza per una leucemia fulminante. Sarebbe potuto rimanere un evento luttuoso come altri, invece la chiesa cattolica lo proclama beato dopo 14 anni. Carlo ha avuto un amore vivo per i santi – san Francesco in particolare – e soprattutto per l’Eucaristia, fino ad allestire una sorta di mostra sui miracoli eucaristici. Sportivo e appassionato di computer, come tanti suoi coetanei, il giovane si distinse per lo spirito di carità, a partire dai senzatetto che incrociava in città. E’ stato proposto come patrono di Internet. «Additato pochi giorni fa dal Papa come esempio di santità dell’era internet – dice l’arcivescovo Domenico Sorrentino– anche lui lascia ai giovani del nostro tempo un segreto di vita nuova: la scelta di Dio che non ammette compromessi. Spogliazione completa. Fatta non con gesti clamorosi, ma nell’intimo del cuore. È il senso del suo slogan lapidario: “Non io, ma Dio”. Il Francesco che qui si spogliò di tutto, diventò il giullare di Dio, il cantore delle meraviglie del creato, il fratello universale capace di restituire ai poveri dignità e alla società divisa la riconciliazione».

«Carlo –ha detto Papa Francesco- ha usato le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo e comunicare valori e bellezza».Nato a Londra il 3 maggio 1991, dove i genitori si trovavano per motivi di lavoro, Carlo è poi cresciuto in famiglia a Milano. La beatificazione –ci spiegano- è tecnicamente un giudizio preliminare sulla strada della canonizzazione, un giudizio con il quale il Papa autorizza il culto pubblico della persona limitato ad un ambiente particolare. Il tutto avviene nella città serafica di Assisi , dove Carlo fu sepolto e la famiglia ha un’abitazione. (144)

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Written by Gilberto Scalabrini