Pattuglia Carabinieri CannaraCannara, 23 ottobre 2020 – Una donna di Cannara si era recata nella lavanderia self service del paese portando a seguito un borsello contenente i propri gioielli. Dentro c’erano tre anelli in oro con diamanti. È bastato un attimo alle ladre di turno (madre e figlia) per afferrarlo ed occultare la refurtiva, all’incirca diciassettemila euro. La vittima, accortasi della mancanza del borsello, con un po’ di imbarazzo ha chiesto spiegazioni alle due donne presenti insieme a lei all’interno dell’attività commerciale, le quali, quasi offese, hanno respinto le accuse. Dopo aver velocemente ripetuto ogni verifica tra i macchinari e  la biancheria da lavare, la malcapitata, sempre più convinta che gli anelli spariti dovessero essere stati rubati dalle donne ivi presenti, ha subito chiamato i carabinieri.

Per le ladre non c’è stato nemmeno il tempo di realizzare il sogno di poter sfoggiare i gioielli. Erano ancora all’interno dell’attività commerciale  quando sono prontamente intervenuti i militari cannaresi che hanno avviato subito gli opportuni accertamenti. Indignazione e falso stupore da parte delle due ladre che, interrogate, continuavano a dichiararsi innocenti. Il solito disperato tentativo di eludere le indagini che immancabilmente avviene in questi casi. Le donne, infatti, ignare del sistema di videosorveglianza sono state sottoposte a perquisizione,  e i tre preziosi sono stati immediatamente rinvenuti. Solo una volta messe davanti all’evidenza dei fatti, madre e figlia hanno finalmente confessato ed ora dovranno rispondere di furto aggravato in concorso.

Nel corso dell’ultima settimana i Carabinieri di Cannara, a conclusione di una breve indagine, hanno inoltre identificato e segnalato all’Autorità Giudiziaria  una pregiudicata 74enne di Carpi,  per truffa e insolvenza fraudolenta. La donna alcuni giorni prima, dopo aver ricevuto una fornitura di capi di abbigliamento per un valore di oltre trentamila euro, ha omesso poi di provvedere al relativo pagamento rendendosi irreperibile. Il titolare dell’esercizio, un noto maglificio della cittadina cannarese, aveva quindi sporto denuncia dell’accaduto. (92)

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Written by Gilberto Scalabrini