La favola di un padre, un figlio e l’Umbria ‘riscoperta’. Tomas Bacoccoli, ho scritto un libro sulla mia storia e ho conosciuto meglio mio padre e la sua terra, che ora è anche la mia. Il romanzo verrà pubblicato in Svezia nel 2021

1Corciano, 6 nove,bre 2020 – Ci sono storie che nascono compiute e parlano da sole. Tomas Bacoccoli e la sua famiglia italo-svedese – composta da moglie e 3 figli – hanno scelto l’Italia e Corciano. L’hanno fatto consapevolmente. Hanno abbandonato le professioni precedenti – sicure e comode – legate al marketing ed alla finanza ed ora esportano olio umbro con il loro marchio in Svezia. Lo vendono in aeroporto, ad aziende ma soprattutto a privati. Per raccontare nel Paese dove vivevano la storia che hanno scelto di vivere, scrivono sul pieghevole che accompagna il prodotto “siamo la famiglia svedese che si è trasferita a Corciano nel 2014. Qui abbiamo iniziato da capo. Per noi quest’olio è simbolo di questa nuova vita”. Tomas non è solo svedese, il suo cognome è italiano; “tre anni fa – racconta – ho iniziato a scrivere, un romanzo. Partiva da mio padre, ma poi è diventato altro”. Come spesso accade, nel ricordare si scava, si cercano analogie e dissonanze. “Sono diventato io la figura centrale – spiega – un uomo ‘estirpato’ dalla grande città e ‘trapiantato’ su una collina in Umbria (termini appropriati, vista l’attuale quotidianità! – ndr), che vive insieme ai suoi il passaggio tra due Paesi, tra una metropoli e un borgo. Una storia di adattamenti paradossali che diventano interessanti! A maggio ho trovato un editore svedese che non avrei neanche potuto sognare, e pensavo che il progetto fosse finito … Pensavo!

In quarantena si è allargato tanto”. Pagina dopo pagina, Tomas ha conosciuto suo padre più intimamente e, anche se non ne ha giustificato le scelte capaci di allontanarlo da lui e da sua madre, ha capito molto. “Il romanzo parla anche del passato a Perugia e la storia ha il suo peso. C’è la guerra del sale del XVI secolo, il dopoguerra del XIX e i favolosi Anni Sessanta, ma anche il “crollo” e la crisi. Mentre ricostruivo la crescita internazionale di Perugia, determinata dalla sua imprenditoria, Spagnoli, Buitoni, Ellesse capivo come mio padre avesse respirato un periodo così intenso da forgiarlo, determinandone le scelte. Lui viveva alla grande, conosceva personaggi illustri, sapeva riconoscere l’arte. Non rilasciò però mai interviste, era riservato. Quando conobbe mia madre, studentessa all’Università per Stranieri partì per la Svezia e, dopo aver superato diversi ostacoli, divenne un antiquario importante. E continuò a vivere alla grande! Perugia però è sempre restata sullo sfondo, tanto da farlo tornare. C’è poi il presente – dice ancora – la scoperta del suo Alzheimer e il mio dubbio di figlio, se riportarlo in Svezia o rimanere in Italia con lui per un anno, facendo arrivare la famiglia che mi ero costruito.

Dalla volontà di capire cosa fare, alle scelte condivise con mia moglie e i miei figli, il passo è stato naturale. Mio padre è morto, ma noi siamo ancora qui. A Corciano – ribadisce – di cui scrivo tanto e con gioia, della sua gente, della sua cucina, delle attività e dei suoi colori”. Il romanzo è stato scritto in gran parte nel negozio di famiglia aperto nel borgo,“Era & Sono”. “Per fortuna non cerano troppi turisti questa estate – ride Tomas – ho potuto lavorare con calma”. Qui ci sono oggetti appartenenti a due tradizioni che si toccano, tra antiquariato e modernariato, tra tipicità e qualcosa di nuovo, per rafforzare i legami tra due culture, simili nella loro diversità. L’opera, che non ha ancora un titolo, verrà presentata prima dell’estate in Svezia. “Alla fine è una storia d’amore per l’Italia che parte dalla Svezia e ritorna in Italia”.

L’aspetto autobiografico si fonde con la Storia più grande e alla base, c’è quello che Tomas ritiene un insegnamento. “Dobbiamo far capire ai nostri figli che ci vuole coraggio a reinventarsi e questa spinta la si sente in tutto il mondo”. All’inizio di tutto, però, c’è un Padre. Cosa penserebbe leggendo il libro? “Si arrabbierebbe – confessa Tomas – Era il suo modo di reagire! Era molto schivo, i segreti li teneva per sé. Però Papà non c’è più. E questa storia è la mia. Alla fine, sono convinto gli piacerebbe – conclude – in certi tratti fa anche ridere. Poi, anche se personale, è raccontata  con molto amore e sincerità. Quindi, per quanto sono sicuro che si arrabbierebbe – ribadisce – sono più che certo che mi perdonerà!”. Se in Svezia il romanzo verrà pubblicato prima dell’estate, in Italia quando lo si potrà leggere? “Ancora non c’è niente di deciso – conclude l’autore – ma prometto che i perugini e i corcianesi saranno i primi a saperlo”. (581)

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Written by Gilberto Scalabrini