1Perugia, 30 novembre 2020La lettera aperta del Presidente Uscente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Perugia Dott. Sandro Bianchini. “Orgoglioso dei Medici Veterinari Iscritti all’Ordine della Provincia di Perugia e di tutta Italia, per il servizio che garantiscono a tutta la comunità” Come Presidente uscente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Perugia e a nome di tutto il Consiglio Direttivo che è a termine, mi sento di comunicare un sentito e doveroso pensiero nel ringraziare tutti i colleghi che stanno esercitando la professione in questo particolare e delicato frangente della nostra vita professionale, familiare e sociale a causa dell’emergenza CORONAVIRUS, per i tanti servizi che stanno offrendo in tutti i comparti della Medicina Veterinaria, non solo nella nostra Provincia, ma in tutto il paese ITALIA e che ci stanno traghettando dalla prima fase dell’emergenza CORONAVIRUS alla FASE 2 per giungere ad oggi.

Dobbiamo considerare che se oggi e nel prossimo futuro si continuerà a trovare nei supermercati e nei generi alimentari tutto ciò che serve per nutrirci, è anche grazie al controllo delle derrate alimentari effettuato e garantito dai tanti colleghi Medici Veterinari dei Servizi Veterinari del SSN che esercitano dal controllo negli allevamenti, nei mattatoi, nei laboratori di trasformazione e confezionamento e negli Istituti Zooprofilattici oltre a quelli accademici. Se i nostri animali da reddito o di affezione trovano le cure di cui hanno bisogno, è grazie alla professionalità di tanti colleghi Liberi Professionisti che operano nell’assistenza zootecnica e nel PET, dagli ambulatori, alle cliniche ed ospedali veterinari e anche nelle visite domiciliari, erogando, dato il momento, prestazioni che devono essere ESCLUSIVAMENTE URGENTI, IMPROCASTINABILI ed INDEROGABILI, nel rispetto dei vari DPCM emanati e come detta il nostro CODICE DEONTOLOGICO.

A tal proposito dobbiamo avere il supporto e la comprensione di tutti, perché le strutture non possono restare normalmente aperte garantendo anche i servizi di base, come ci è stato segnalato e come si evince anche dai post presenti nei social. Nella prima fase erano solo urgenze dalla seconda fase fino ad oggi qualcosa si è diversificato e cambiato ma tenendo alta l’attenzione e la correttezza professionale per non ricadere nel baratro.

Le strutture aperte si devono attenere alle prescrizioni e regole espresse nei DPCM e nelle circolari FNOVI, in modo da garantire la sicurezza degli utenti, degli stessi colleghi che operano all’interno delle strutture e della collettività.

A maggior ragione dalla SECONDA FASE ad oggi ed in futuro si devono mantenere le distanze appropriate tra utente e sanitario indossando i vari DPI, non è una raccomandazione bensì un obbligo. Qualsiasi potenziale visita urgente deve essere preceduta da una telefonata, da un triage telefonico. È auspicabile che i colleghi siano in due ad operare sull’animale in modo che il proprietario non sia coinvolto, questo è il motivo per cui molti professionisti hanno dovuto chiudere o limitare l’orario di visita nella PRIMA FASE.

È buona norma, dettata dal buon senso, organizzare le visite su appuntamento e come nella PRIMA FASE non restare a disposizione solo per urgenze, perché erano queste quelle che devono essere trattate come detto e ribadito più volte, ma dalla SECONDA FASE in poi si da più libertà, più possibilità di intervento, si torna quasi alla routine ma ricordiamoci sempre di rimanere attenti e rispettare con diligenza e professionalità i decreti e circolari emanate oltre alle prescrizioni di protezione individuale.

Invito tutti i colleghi a non inviare casi presso il pronto soccorso delle cliniche e degli ospedali veterinari se non ce n’è espresso bisogno o solo per assecondare il cliente: fare un accurato triage telefonico, e prendere qualche minuto per valutare se inviare o no in urgenza, può evitare uno o più contagi e contribuire alla gestione degli arrivi al pronto soccorso, nulla ad oggi è dato per scontato. Vorrei ricordare, se ce ne fosse bisogno, che se un collega di un pronto soccorso risultasse positivo al tampone per coronavirus, tutti i colleghi e operatori di quella struttura verrebbero sottoposti a quarantena controllata e quindi si potrebbe anche arrivare alla chiusura della stessa o a limitazioni importanti, creando disagio e impossibilità a trattare altri casi URGENTI, rendendo inutile tutto lo sforzo fatto fino ad ora.

Invito tutti i Direttori Sanitari e titolari delle varie strutture veterinarie a fare le dovute verifiche riguardo le protezioni individuali per i propri collaboratori, oltre che a bloccare/negare l’ingresso ad utenti poco o per nulla accorti ed attenti alle disposizioni del Governo, anche segnalandolo alle autorità competenti. Il rispetto reciproco è alla base di una buona collaborazione per un ottimo risultato, più che mai ora.

Dovremo continuare a fare dei buon triage al quale deve seguire una buona informazione medico scientifica all’utente, grazie ad un’attenta e convincente efficace comunicazione. Ora certe prestazioni che venivano indicate come procrastinabili nella FASE 1 si potranno fare, penso ad esempio a una visita di routine, un vaccino, l’identificazione di un animale tramite microchip, una sterilizzazione o castrazione di base o ancora una detartrasi o un taglio unghie per non dimenticarci di zoppie, escare, pulci, zecche, forfora e quant’altro.

Inoltre, ai proprietari ed utenti di tutte le strutture pubbliche e private dico di rispettare tutte le disposizioni di legge per non mettere a repentaglio, oltre alla propria, anche la salute di questi Colleghi, Medici Veterinari, che per amore del loro lavoro, agendo secondo SCIENZA E COSCIENZA sono restati e continuano a restare in PRIMA LINEA in un momento di grave difficoltà come questo, dove a volte, in passato, risultava anche impossibile reperire mezzi di protezione individuali come le semplici mascherine per garantire un servizio all’utenza, ora i DPI ci sono, usiamoli. Ponete massima attenzione ai vari pronto soccorso delle cliniche e degli ospedali veterinari, non intasateli senza l’osservanza delle basilari regole e prescrizioni emanate che anche in tempo di pace dovrebbero essere rispettate. Rispettate il collega che vi interroga, che chiede, si informa, ecc., affinché il triage sia ben fatto, così da organizzare le priorità e trattare i casi più gravi ed in pericolo di vita.

Colleghi ed amici, i mezzi ci sono, le norme pure, rispettiamole e facciamo che siano rispettate, lo dobbiamo prima di tutto ai tanti colleghi dell’umana che stanno in prima linea combattendo contro il nemico invisibile e poi a noi, perché dobbiamo, prima possibile, rialzare la testa dimostrando massima coerenza, condivisione e rispetto delle regole, agendo e collaborando tra tutti i comparti della medicina veterinaria, al fine di isolare, circondare, eradicare e debellare il coronavirus, in modo che in un futuro prossimo, possiate e possiamo pretendere che i professionisti sanitari abbiano il giusto riconoscimento e risarcimento.

La serietà di un paese, e in questo caso di una categoria, si vede nei momenti di crisi, al di là delle convinzioni e appartenenze politiche, che innescano sempre polemiche sterili e inutili, soprattutto quando il nemico non guarda in faccia nessuno e dove i protocolli e le attenzioni sanitarie adottate, per contrastare questa pandemia da coronavirus, sono e devono essere un compromesso di responsabilità e coerenza.

Dobbiamo essere tutti concordi nel valutare molte prestazioni ed attività, sia nel PET che nel mondo ZOIATRICO oltre che nel SSN, agendo secondo scienza e coscienza, con massima professionalità e determinazione in modo da far capire la vera missione della sanità veterinaria pubblica e privata, il rispetto e la condivisione con TUTTO il mondo sanitario della “ONE HEALT-ONE MEDICINE”.

TUTTI i sanitari della veterinaria pubblica e privata non devono sentirsi una truppa isolata ma parte di un esercito, nel Sistema Nazione, che sta strategicamente lavorando per vincere una guerra, una delle più difficili degli ultimi secoli se non l’unica di tale spietata ferocia.

Si potranno e dovranno fare tante cose, insieme, perché la vera VETERINARIA si fa con la partecipazione, trasparenza, con l’adesione a precisi codici di condotta e con la capacità di fare squadra, anche se questo comporta rinunciare momentaneamente a qualcosa. Il percorso che si è intrapreso dalla seconda fase sarà determinante per raggiungere la vittoria.

Anche nel pubblico, stop alle sterilizzazioni dei gatti affidati, saranno fatte ma non dai colleghi ASL, unità sanitarie e professionali utili a contrastare epizoozie, zoonosi e quant’altro interessi realmente il pubblico, alle Asl solo il compito di sterilizzare gatte di colonia e cani randagi. Usiamo il denaro pubblico per il vero randagismo canino e felino. Non voglio in questo momento far polemica, in caso ne riparleranno chi mi succederà, ma queste sono procedure non da SSN. Se ne dovrà parlare, in modo costruttivo ed efficace affinché si organizzi un lavoro corretto e trasparente dove è il Servizio Sanitario Regionale, che detta le regole in accordo con le ASL, gli Ordini dei Medici Veterinari Provinciali e le associazione di categoria, dovrà accogliere le varie istanze che verranno elaborate.

Ora più che mai facciamo dunque uno sforzo (per chi lo crede tale) al rispetto delle prescrizioni e delle norme, per lasciare un segno distintivo e responsabile, e non, come a volte si verifica, solo messaggi fuorvianti e ingannevoli come capita leggere sui social network, e adottiamo una precisa condotta a sostegno del sistema SANITÀ e dei nostri colleghi in prima linea.

Io, oggi, a nome del Consiglio Direttivo dell’Ordine che rappresento, esprimo rispetto innanzitutto per chi non ce l’ha fatta e per i suoi cari, per chi non sta bene, per chi è in ospedale e lotta, per chi è in quarantena ma anche per chi si trova in ruoli decisionali, impegnativi, inderogabili.

Esprimo rispetto per tutti i nostri colleghi che quotidianamente sono impegnati in tutti i comparti della Medicina Veterinaria e si muovono in un campo inaspettato, difficile e carico di responsabilità. A tutti quei colleghi che stanno collaborando nel difficile compito della tracciabilità e della epidemiosorveglianza per il covid-19.

Questa è la nostra Veterinaria, onoriamola, preserviamola, mettiamola al servizio della comunità nel rispetto delle norme e delle regole. In questo momento più che mai dobbiamo essere orgogliosi del nostro lavoro, determinati e uniti, e che il ricordo di questo periodo ci aiuti ad esserlo anche in futuro. Insieme supereremo questa situazione e le sue conseguenze. Insieme torneremo a vivere la normalità con le sue sfumature dell’arcobaleno.

Termino con un pensiero ai nostri colleghi liberi professionisti, a quelli della sanità pubblica veterinaria e della sanità pubblica umana, a chi la sanità la mette da sempre al primo posto. COMPLIMENTI.

 

Dal Nord al Sud e alle Isole tutti uniti nel comunicare “RISPETTIAMO LE REGOLE”, “CE LA FAREMO”.

 

Con stima e rispetto, un forte abbraccio a tutti voi e alle vostre famiglie.

 

Abbiamo fatto un giuramento, rispettiamolo!

GIURAMENTO PROFESSIONALE

Entrando a far parte della Professione e consapevole dell’importanza dell’atto che compio

prometto solennemente di dedicare le mie competenze e le mie capacità alla protezione della salute dell’uomo, alla cura e al benessere degli animali, favorendone il rispetto in quanto esseri senzienti; di promuovere la salute pubblica e la tutela dell’ambiente; di impegnarmi nel mio continuo miglioramento, aggiornando le mie conoscenze all’evolvere della scienza; di svolgere la mia attività in piena libertà e indipendenza di giudizio, secondo scienza e coscienza, con dignità e decoro, conformemente ai principi etici e deontologici propri della Medicina Veterinaria.

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