1Amelia, 8 dicembre 2020 – Questa mattina, il maltempo ha colpiro il cuore della città: il muro di contenimento del belvedere del Duomo ha ceduto aprendo una gigantesca voragine di 12 metri. “La pioggia – dicono da Palazzo Bazzani – ha creato allagamenti di alcuni tratti di strade provinciali e piccoli smottamenti che hanno riversato detriti sulle carreggiate. Attualmente l’area dell’Amerino risulta essere quella più colpita ma i controlli si stanno estendendo a molte altre zone”.La Levga insorge e in un comunicato si legge:  Sono passati sei mesi dall’alluvione dello scorso 8 giugno che ha colpito Amelia, Avigliano, Montecastrilli, Acquasparta. Eppure la Regione Umbria deve ancora riconoscere lo stato di emergenza. E mentre aspettiamo siamo già di fronte ad una nuova alluvione. Oggi è crollato il belvedere del Duomo di Amelia. Chi pagherà per questo disastro annunciato? Invece di procedere con urgenza con una riforma legislativa strutturale della prevenzione del rischio idraulico, del dissesto idrogeologico, nonché dell’attività dei Consorzi di bonifica tracciandone in maniera dettagliata il perimetro, invece di stanziare risorse ingenti sulla prevenzione di concerto con quelli del governo, la Regione ha fatto l’elemosina: 500.000 euro che non bastano a coprire i danni della sola Avigliano Umbro.

In compenso ha preferito spostare quei soldi sulla promozione e il rilancio dell’aeroporto di Perugia in piena pandemia. Mezzo milione di euro per tutti i comuni dell’Umbria, soldi che dovranno essere messi a disposizione non solo per i danni di ieri ma anche per quelli di oggi. Esondazioni e dissesti che hanno interessato non solo l’amerino e il Rio Grande ma tutta l’Umbria. Come nel caso della Valnerina, di Palombare nel comune di Arrone, strade chiuse e centri abitati di fatto isolati. Trovo vergognoso questo atteggiamento di distacco e sufficienza da parte di chi governa la nostra regione, verso i quei cittadini umbri che loro malgrado devono fare i conti con i danni causati dagli eventi atmosferici. Situazione purtroppo sempre più frequente anche a causa dei cambiamenti climatici. Giusto pochi giorni fa ero tornato ad occuparmi di questa vicenda, chiedendo risorse per il ristoro e la copertura totale dei danni subiti dalle attività produttive dopo gli eventi dello scorso 8 giugno. Personalmente ritengo doveroso che a partire dalla prossima seduta di consiglio regionale, la governatrice Tesei riferisca in merito a come la Regione Umbria intenda affrontare la questione del dissesto idrogeologico e quali strumenti voglia mettere in campo per evitare che questa parte di territorio regionale continui a pagare pegno ogni volta che le precipitazioni si fanno più forti e persistenti.

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