1Foligno, 10 dicembre 2020 –  Basta passare in via del Liceo per respirare il disagio sociale che sta attanagliando molte famiglie, non solo straniere ma anche italiane. In questo vicolo del centro storico di Foligno si trova la Chiesa Cristiana Evangelica e molta gente si mette in fila anche per ricevere anche un filone di pane. Questa viuzza è diventata ormai come una porta aperta sulla città e sul comprensorio, da cui entrano tante persone di varo ceto e religione. Purtroppo, la pandemia sociale ha aggravato il quadro di impoverimento. In pochi mesi, si è inasprita la platea degli ultimi ed è cresciuta la richiesta di beni di prima necessità. La Chiesa Cristiana Evangelica fa fronte da dieci anni al sostegno dei poveri e la solidarietà fa onore ai dieci volontari che, a turno, dedicano il loro tempo libero, non solo per preparare i pacchi ma anche per ritirare il cibo invenduto dai supermercati. “Adesso –fa sapere il responsabile Giancarlo Ranocchiari– abbiamo bisogno di più spazio per il magazzino dove stoccare le derrate. Abbiamo scritto al sindaco e all’assessore Elisabetta Ugolinelli, chiedendo la concessione di locali comunali”. In realtà, l’attuale magazzino è molto piccolo e i volontari ogni mattina caricano le eccedenze e gli sprechi da distribuire poi ai folignati e alla gente del comprensorio che arranca sempre più a fatica. La Chiesa Cristiana Evangelica aiuta le famiglie non è solo con il banco alimentare, ma pure con la colletta scolastico e di vestiario.

2Come è composto il pacco alimentare? “E’ carico dei prodotti di prima necessità: latte, pasta, formaggio ect. Lo consegniamo una volta al mese –spiega Giancarlo Ranocchiari – alle persone che sono iscritte in base all’Ise. Hanno diritto che è sotto la soglia dei 6.000 euro, ma anche chi ne prende 10.000spesso ha difficoltà ad arrivare a fine mese e noi lo aiutiamo. Tutte le mattine raccogliamo il cibo nei supermercati. Si chiama Siticibo, è un programma della fondazione Banco alimentare onlus con lo scopo di recuperare il cibo cotto e fresco in eccedenza nella ristorazione organizzata. In altre parole, è la lotta allo spreco. Noi passiamo e facciamo la raccolto dell’invenduto: pane, pasticcini, frutta, verdura, rosticceria varia, uova, bevande, omogenizzati per bambini”. Un aiuto per tutti o solo a coloro i quali frequentano la chiesa evangelica? “A tutti coloro i quali che si presentano. Ogni giorno, con i turni che abbiamo stabilito, arrivano 15-20 persone, scaglionate nell’arco dei giorni settimanali. Il banco alimentare, invece, una volta al mese. La lista comprende circa 90 famiglie, 84 per l’esattezza, per un totale di circa 400 persone. Se durante il mese qualche famiglia non ha più pasta, olio o latte, noi gli andiamo incontro. Non è solo gente di Foligno, ma anche del comprensorio. Qualcuno arriva pure da Spoleto. In casi eccezionali facciamo anche la consegna a domicilio”. A bussare alla viostra porta sono più stranieri o italiani? “Ormai, fra stranieri e italiani non c‘è più differenza: entrambi hanno adesso le stesse necessità”.

 

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