1Terni, 12 dicembre 2020 – Da Luca Tramini M5S Narni), riceviano e pubblichiamo: Per un ragazzo nigeriano colpevole di atti osceni in luogo pubblico a Narni Scalo si è scomodata nientemeno che l’onorevole Barbara Saltamartini. Ma per l’inseguimento hollywoodiano in stile ‘Milano violenta’ o ‘Roma a mano armata’ che si è consumato l’altra sera a Terni, la commissaria della Lega non ha rilasciato neppure mezzo commento. Del resto c’era di mezzo un italiano e non uno straniero.
L’onorevole Saltamartini non ha ritenuto di dire mezza parola sul Far West accaduto in centro a Terni. Un inseguimento in piena regola con un agente antidroga costretto ad entrare nel finestrino dell’auto per intimare al ragazzo italiano, giovanissimo, di fermarsi all’alt. Quest’ultimo, invece, ha spinto sull’acceleratore trascinando il poliziotto per circa 40 metri. E poco importa all’onorevole Saltamartini che il poliziotto, un italiano, sia stato addirittura costretto in ospedale dopo la rovinosa caduta. Nemmeno una parola di ringraziamento per gli agenti che rischiano la vita andando ben oltre il loro dovere. Ovviamente, la divisa serve solo quando può far guadagnare qualche punto sui sondaggi, magari con un bel selfie.

Due pesi e due misure, la propaganda leghista è ormai così prevedibile che puoi rimetterci l’orologio. Per fortuna la giustizia non funziona così. Viviamo in un paese dove la giustizia deve essere uguale per tutti e non deve avere colori. A differenza dei commenti dell’onorevole Saltamartini, la giustizia non vede razze e deve invece garantire la certezza della pena per tutti. Che sia giallo, rosso, nero, verde o arancione, chi commette un reato va punito con la certezza della pena e rieducato, punto. Questo dovrebbe fare la legge, e la politica dovrebbe difendere questa idea di giustizia. Come loro costume ormai consolidato, i leghisti usano questi episodi per ripetere il solito mantra “i porti aperti, basta con il politically correct, buonismi”. La solita litania, le solite parole ripetute come lavaggio del cervello. Il solito attacco dello squalo bianco appena sente un po’ di sangue. Un manuale di azione ormai noto ma, diciamocelo, prevedibile e anche un po’ noioso ormai.

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