1Perugia, 12 dicembre 2020 – Una cabina di regia europea per rilanciare le attività economiche dopo gli effetti della pandemia. E’ una strategia che parte da lontano ma si proietta verso la rete territoriale di  Paesi e  regioni, quella di cui si è discusso giovedì scorso, alla conferenza internazionale conclusiva del progetto europeo: “Interreg beyond EDP”, un esempio di virtuosa collaborazione tra la Regione Umbria (Direzione Risorse, Programmazione, Cultura e Turismo), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, (INFN, ente pubblico di ricerca presente nel territorio con la sezione di Perugia) e Università degli Studi di Perugia nella sua veste di facilitatore dello sviluppo del sistema imprenditoriale (Terza Missione universitaria). In una regione come l’Umbria in cui il 97% delle imprese ha meno di 10 dipendenti, parlare di ricerca e trasferimento tecnologico riferito e delle micro-realtà imprenditoriali potrebbe sembrare irrealizzabile ma dalla conferenza internazionale di giovedì arriva la speranza che tutto ciò possa invece concretizzarsi grazie a una visione sinergica in cui ‘locale’ e ‘globale’ diventino le due facce di uno stesso sviluppo. In una realtà fatta quasi esclusivamente di piccole imprese  parlare di ricerca, innovazione e/o scoperta imprenditoriale è estremamente difficile se non si trova una concreta via operativa. Il modello proposto in sede di conferenza, intende per l’appunto superare questo limite, fornendo un sistema aggregante in cui le piccole imprese siano virtuosamente agganciate a medio-grandi imprese alimentando una crescita di sistema. In questa sorta di ”sistema solare” s’inserisce anche la  funzione d’incubatore per aiutare lo sviluppo di nuove imprese.

“Interreg beyond EDP” si è rivolto dunque agli attori della nuova programmazione comunitaria in fase di definizione (2021/2017), considerando la gravità della situazione attuale e la necessità di agire per la ripresa economica del nostro  territorio. La conferenza ha analizzato come sviluppare strategie migliori per implementare processi innovativi di scoperta imprenditoriale e più estensivamente come facilitare attività di ricerca ed innovazione rivolte alle aziende attraverso la specializzazione intelligente regionale. In particolare la proposta presentata dal Servizio Affari europei, programmazione, indirizzo, monitoraggio e controllo FESR della Regione (Fondo europeo sviluppo regionale)  in collaborazione con l’Osservatorio della Terza Missione dell’Università di Perugia e con il servizio di Trasferimento Tecnologico dell’INFN  ha riguardato un innovativo modello d’interazione tra gli attori della conoscenza (Università, enti di ricerca) e il sistema imprenditoriale. Il modello proposto ha visto l’attuazione di sette workshop svoltisi tra i mesi di giugno e luglio 2020 nelle rispettive sette aree dell’attuale modello di strategia di ricerca ed innovazione per la Specializzazione Intelligente della Regione Umbria, il cui intento è stato quello di definire un miglior coinvolgimento dei vari attori dell’ ecosistema regionale dell’innovazione partendo dalla conoscenza dello stato dell’arte nelle materie specifiche: made in Italy, design e creatività, fabbrica intelligente, energia e ambiente, chimica verde, agrifood, salute,smart secure and inclusive communities. Il modello ha altresì rappresentato per l’area “salute” un esempio di concreto sviluppo di progetto strategico regionale in grado di agire come sistema aggregante del particolare sistema produttivo regionale fatto, come si diceva, quasi esclusivamente da piccole imprese. Che sia l’inizio di una nuova opportunità per le nostre aziende? Certamente è un modello da seguire.

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