I segni del passaggio della piena dell'8 dicembre scorso
I segni del passaggio della piena dell’8 dicembre scorso

Foligno, 13 dicembre 2020 – I segni della piena dell’ 8 dicembre scorso del fiume Topino sono ancora evidenti lungo la sponda destra della ripa. A un chilometri da ponte san Magno, sono distesi tronchi d’albero, rami, cannucce, oggetti di plastica e quanto altro la forte corrente è riuscita, nella sua terrificante potenza, a trascinare a valle. Oggi, domenica, in questa giornata di sole, non fredda, quelle terribili immagini si mostrano ancora più spettrali a quanti passeggiano nel verde, da soli o in compagnia dei loro cani. La piena ha trascinato via tutto come un granello di sabbia. Ieri abbiamno visto due donne, forse madre e figlia, che raccoglievano pazientemente la legna per il loro focolare. Hanno fatto più viaggi per riempire la loro utilitaria. La furia delle acque ha depositato sulla ripa anche interi trinchi, che ha letteralemnte stradicato dal terreno.

La cascata del fiume Tipino in piena nel pomeriggio dell'8 dicembre scorso sembra un vortice impazzito
La cascata del fiume Tipino in piena nel pomeriggio dell’8 dicembre scorso sembra un vortice impazzito

“Un tempo non accadeva -mi dice un vegliardo- perché i contadino ripulivano le chiuse e portavano a casa le la legna. Oggi, invece, nessuno si dedica più a questa importante attività e la natura si ribella, anzi si riprende quello che gli hai tolto o lasciato per incuria sul terreno”. Purtroppo, ormai siamo come abituati a vedere allagate con tempeste di pioggia, vento, trombe d’aria e grandine città e borghi. Questi sono anche mesi di semina, ma i terreni allagati non permettono neppure di entrare nei campi, né per preparare il terreno né per seminare. E dove si è già seminato, i germogli e le piantine rischiano di soffocare e marcire per la troppa acqua. Per le massaie l’effetto maltempo si fa già sentire sul carrello della spesa.

3Quanto tenpo questi sgeni resteranno sulla ripa? Sono già trascorsi cinque giorni, troppo pochi per mettere in moto la macchina dei servizi pubblici. Non resta che incrociare le dita, perchè se dovesse ancora opiovere in modo torrenziale, l’acqua trascinerà ancora a più valle quello che ha lasciato a pochi metri da ponte san Magno.

 

 

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