1Perugia, 20 dicembre 2020 – L’obiettivo della riapertura della scuola in presenza con le necessarie garanzie di sicurezza degli studenti e del personale è stata e continua ad essere una priorità per la Cgil e per Altrascuola Rete degli Studenti Medi. “Per raggiungere questo obiettivo rimaniamo disponibili a discutere e contribuire a trovare le soluzioni più adeguate sulla base di piani realistici e credibili – affermano Domenico Maida, segretario generale della Flc Cgil Umbria, e Matias Cravero, coordinatore di Altrascuola Rete degli Studenti Medi Umbria – Sotto questo profilo, le proposte portate dalla Regione al tavolo di coordinamento, presieduto dal Prefetto e finalizzato ad assicurare che il 75% della popolazione studentesca delle scuole secondarie di secondo grado riprenda l’attività didattica in presenza dal 7 gennaio, fanno sorgere più di un sospetto che l’obiettivo vero non sia tanto la ripresa delle lezioni, quanto piuttosto lasciare il ‘cerino acceso’ ad altri soggetti”.
Alle organizzazioni sindacali e studentesche, convocate dal prefetto, sono state illustrate due proposte. La prima prevede l’ingresso alle ore 8:00 per tutte le classi, con l’impiego di 180 autobus aggiuntivi, sostenuto da un apposito finanziamento del Governo. Questa proposta, tuttavia, è ritenuta dalla stessa Regione impraticabile, quindi da scartare per via degli assembramenti che possono determinarsi alle fermate dei mezzi. La seconda proposta, cioè l’unica rimasta in campo, prevede lo scaglionamento orario 8-13, 10-15.

“A riguardo – riprendono Maida e Cravero – abbiamo evidenziato che le fasce proposte a priori dalla Regione non considerano i problemi della comunità scolastica (studenti, famiglie, personale scolastico), le difficoltà di carattere organizzativo, le differenti esigenze di natura didattica dettate dai curricoli, da cui dovrebbero, invece, discendere i profili orari possibili. In particolare, abbiamo sottolineato le criticità che il doppio turno comporta sull’orario di rientro degli studenti alle loro abitazioni vista anche l’impossibilità di garantire all’interno delle scuole il necessario servizio di ristorazione; sulla gestione di un adeguato tempo da dedicare allo studio domestico con conseguente grave compromissione dell’apprendimento; sulle attività di recupero pomeridiane, previste dalla normativa vigente, che non potranno essere attivate; sulla qualità della vita personale e familiare di tutti gli attori coinvolti nel processo educativo, in particolare dei giovani in un momento in cui la sfera psicologica risulta già ampiamente messa a dura prova dalla riduzione di tutte le attività elettive e ricreative extrascolastiche.

Ancora – insistono Flc e Rete degli Studenti – la difficoltà oggettiva di intervenire sull’orario dei docenti impegnati spesso su due o più scuole e, in alcuni casi, anche su ordini di scuole differenti, e quella di garantire a parità di organico del personale ATA le azioni di sorveglianza e di costante igienizzazione degli spazi”.
Per tutto questo il sindacato della scuola della Cgil e il sindacato degli studenti medi ritiengono “non praticabile” la soluzione dello scaglionamento nelle due fasce orarie e chiedono che venga garantita la “possibilità di rientro degli studenti ad orari invariati, con idonee condizioni di sicurezza, con controlli dedicati anti-assembramento alle fermate dei bus”. “Richiamiamo, altresì la necessità del potenziamento del sistema sanitario locale, a cominciare dalla capacità di tracciamento dei contagi, senza il quale corriamo il rischio di dover nuovamente richiudere in breve tempo le scuole”, concludono Maida e Cravero.

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