1Assisi, 23 dicembre 2020 – Il Consiglio Comunale ha approvato a maggioranza il bilancio di previsione finanziario relativo al triennio 2021-2023. Prima di presentare in aula i contenuti dell’atto contabile, il sindaco Stefania Proietti ha illustrato gli effetti dell’emergenza sanitaria scaturita dal Covid-19, dai numeri del contagio agli investimenti fatti per il ritorno a scuola in sicurezza, alla crisi economica che sta provocando danni pesantissimi alle attività economiche legate in particolare al turismo fino all’impoverimento sociale con sempre più cittadini bisognosi di sostegno. Naturalmente la pandemia ha inciso e condizionato pesantemente le cifre del bilancio portando anche l’Ente a effettuare ogni attività in un “equilibrio instabile” che è mutato di giorno in giorno, fino alla situazione attuale con il Paese attraversato dalla seconda ondata pandemica con decine di migliaia di contagi e centinaia di morti al giorno. Questa contestualizzazione è risultata necessaria in quanto tutti gli atti amministrativi e programmatici della vita dell’Ente ne sono stati e ne sono quotidianamente e conseguentemente investiti.

Nonostante la situazione di grave incertezza l’Amministrazione di Assisi ha inteso non avvalersi della facoltà di approvare il bilancio di previsione 2021-2023 entro il 31 gennaio 2021, nella consapevolezza che la ripresa e il rilancio ripartono anche dalle singole buone pratiche di programmazione. Approvando ieri il documento unico di programmazione e il bilancio di previsione, atto per nulla scontato a causa della notevolissima diminuzione delle entrate dovuta all’azzeramento del turismo, l’Amministrazione comunale ha dato un segnale di efficienza pur nel momento drammatico che stiamo attraversando. Il bilancio di previsione 2021-2023, deliberato in pareggio finanziario complessivo, per quanto riguarda le entrate tributarie evidenzia gettiti delle principali imposte e tasse che tengono conto di alcune riduzioni dovute alla crisi da Covid-19, non prevede nessun aumento di imposte e tasse (comprese Tari e Imu), non prevede l’istituzione di nuove tasse come l’addizionale Irpef.

Ricordiamo che il Comune di Assisi è tra i 10 comuni umbri – e tra i pochi in Italia – senza addizionale Irpef (si tratta di circa due milioni di euro che non vengono prelevati dalle tasche dei cittadini).

Ciò è ancor più significativo considerando la notevole diminuzione di entrate extratributarie dovute all’azzeramento del turismo a partire da febbraio 2020 (quali imposta di soggiorno, proventi dei parcheggi, suolo pubblico e Imu su attività alberghiere, nonché minore gettito da titoli abitativi e multe come conseguenza della diminuzione delle attività).

Non aumentano neanche le tariffe di mense e trasporti scolastici, nonostante le maggiori spese dovute a sanificazioni, aumento del personale e dei mezzi di trasporto. Per quanto riguarda l’imposta di soggiorno si stima un introito di € 600.000 in ragione degli effetti della pandemia sul turismo nazionale e internazionale, saranno destinati a un Piano di interventi concordato con l’Osservatorio, tra cui sono previste politiche dell’accoglienza, interventi di manutenzione e recupero di beni culturali e ambientali, promozione e infine il contributo per la riduzione della Tari.

Gli effetti dovuti al Covid-19 sul turismo ad Assisi sono molto consistenti e più marcati rispetto a quelli registrati nel resto della regione. Questo perché il turismo nella città Serafica è connotato da un’elevata incidenza del turismo di gruppo in autobus (nazionale e internazionale), e da un grado di internazionalizzazione superiore a quello del resto della regione. Il crollo delle presenze ha avuto un impatto devastante sull’imposta di soggiorno (introdotta da gennaio 2018), il cui introito nei mesi gennaio-settembre 2020 è pari a € 333.386,00, inferiore di circa il 63% rispetto allo stesso periodo del 2019 (€ 893.083,25), con presenze per il 50,5% nelle strutture alberghiere e il 49,5% in quelle extralberghiere.

Per questi motivi l’Amministrazione comunale, sin dall’inizio dell’emergenza Covid19, si è impegnata nel richiedere al Governo misure specifiche per permettere il superamento di questa situazione di crisi che rischia di sfaldare il tessuto socio-economico della filiera dell’accoglienza e della intera città.

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