1Montefalco, 23 dicembre 2020 – Da venti anni è come se si aprisse un libro e dalle sue pagine uscissero le ariose scene ispirate a scorci, paesaggi e borghi medioevali umbri in miniatura. A compiere questa impresa titanica è lo straordinario presepista autodidatta Luca Tabarrini, 43 anni, muratore di professione ma artista per vocazione. Racconta: «Ho iniziato da bambino ad apprendere quest’arte, aiutando mio padre Renato che ha sempre costruito per la nostra casa grandi presepi. Il mio genitore si è dedicato soprattutto alla realizzazione degli oggetti di legno di olivo, come scale, carri, mangiatoie, attrezzi contadini. Poi c’è stato un periodo, quello dell’adolescenza, che ho abbandonato la collaborazione per seguire gli amici. Infine, venti anni fa, mi sono nuovamente rituffato in questo fantastico lavoro. Fino a otto anni fa, comparivo tutto per allestire i miei fantasiosi presepi, poi ho iniziato a maturare uno stile personale. Lavorando il polistirene espanso, un materiale rigido che non si sbriciola come il polistirolo, ho iniziato a costruire le basi delle strutture, poi a ritagliare le pietre per costruire i muri interni ed esterni di case, stalle e botteghe artigiane. Solo i coppi sono realizzati in terracotta a mano e cotti al forno».

2Tutto è riprodotto alla perfezione, con una santa pazienza e l’emozione coinvolge sia piccoli sia adulti. L’impegno di Luca è totale, la passione pure e la fantasia è alla base delle sue opere. «Da alcuni anni –dopo che i miei lavori sono stati giudicati di buon livello- sono stato invitato a diverse mostre nazionali che si svolgono in Italia, tra cui a Massa Martana. Quest’anno avevo degli inviti importanti, ma il CoVid19 ha bloccato tutto. Comunque, per non mandare perso il mio lavoro, ho inviato un presepe a Como». Ti senti un professionista dell’arte presepiale? Sorride, allarga le braccia: «Credo proprio di si. Ripropongo la natività in miniatura ricostruendo scenari di paesaggi e borghi antichi, con le case addossate le une alle altre. Ed è proprio la ricca particolarità architettonica che colpisce lo spettatore e mi ha fatto vincere anche importanti premi».

3E’ vero, verissimo! Le case, i casolari, le botteghe degli artigiani, le stalle e gli opifici sembrano tirati su con sassi e pietre non squadrate, mattoni crudi e impastate con la malta povera. Invece, è il polistirene lavorato dalle sapienti mani di Luca tabarrini che trasforma la scena in un paesaggio reale che lascia letteralmente senza parole per la sua commovente bellezza. Tutto è curato nel dettaglio e con rigore filologico. «Le travi di legno per i soffitti, le scale, i balconi, i solai e le pareti divisorie, gli attrezzi contadini sono opera mia e di mio padre che ancora coltiva la sua passione». In questo piccolo mondo antico umbro, che ci piace tanto esplorare e contemplare, perché affascinante e quasi enigmatico, c’è anche il fuoco: bagliore della fiamma del focolare che s’intravedono dall’esterno, come pure la candela di cera accesa. Una sinfonia di colori, luci e spazi davvero inconfondibili.

4I personaggi, invece, sono tutti comprati e molti sono pure datati, perché acquistati cinquanta anni fa dal padre e tanti altri da vari artigiani. Anche nella scelta ci sono sempre una ricerca meticolosa e uno studio approfondito della storia e della tradizione. Insomma, tanti presepi da guinness dei primati. Ogni anno Luca Tabarrini propone opere artistiche diverse, ma tutte d’ispirazione francescana. Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi premi in concorsi regionali e nazionali. Nel 2017, su 200 partecipanti provenienti da ogni parte d’Europa a Mondo Presepi di Leno di Brescia, Luca si è piazzato al quinto posto. Una bella soddisfazione, perché il tema era incentrato sui paesaggi umbri degli anni 1950 e lui ha presentato degli scorci letteralmente fantastici. Nel 2019 si è classificato al 14° posto con un presepe grande. Quest’anno ha ricostruito, con diversi pezzi destinati a varie mostre che sono purtroppo saltate per la pandemia, un paesaggio rurale. Il risultato del lavoro è quello delle generazioni mezzadrili che ammazzava il maiale per tirare avanti tutto l’anno e usava i carri per i lavori in campagna.

5«E’ un presepe in stile popolare -conclude Luca- ed è il frutto del lavoro di un anno. Molti mi chiedono questi presepi ed io non so dire no, anche per ripagare le spese. Quest’anno ho organizzato un concorso on line nella mia città di Montefalco, dove io sono giudice unico. L’iscrizione al concorso è gratuita, anche se era nato per raccogliere fondi da donare all’Associazione “Daniele Chianelli” di Perugia . A sollecitare la mia disponibilità è stato un amico per conto di un malato di cancro. Ho ricevuto diverse adesioni. Ai vincitori andranno come premi i lavori artistici realizzati da grandi presepisti d’Italia. Nel 2021, se saremo fuori da queste ondate pandemiche, organizzerò sul territorio un bel concorso per l’Associazione Chianelli».

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