1Perugia, 28 dicembre 2020 – In questo Rapporto Mediacom043 (un’agenzia di Big Data che, di propria iniziativa o su commissione, diffonde Rapporti e approfondimenti di taglio economico e sociale, sia a livello nazionale che regionale,  diretta da Giuseppe Castellini)  le dichiarazione dei redditi Irpef presentate nel 2013 e quelle presentate nel 2019. Sono allegate 4 tabelle relative alle Partite Iva nei comuni umbri (andamento del loro numero, andamento del reddito complessivo, andamento del reddito medio, guadagni medi delle Partite Iva in ciascun municipio). Il trend di fondo è quello evidenziato nel precedente Rapporto sull’andamento delle Partite Iva nelle regioni e circoscrizioni italiane: forte calo del loro numero, tanto che si può parlare di ‘selezione darwiniana’; riduzione del reddito complessivo, ma generalmente inferiore alla contrazione del numero dei lavoratori autonomi, con il conseguente incremento del reddito medio annuo delle Partite Iva sopravvissute (in 70 dei 90 comuni umbri considerati). Con 20 eccezioni, tra cui quella di Gualdo Tadino che mostra un triplice primato negativo.

Alcuni indicatori di ultrasintesi del Rapporto, limitati ai municipi umbri con più di 10mila abitanti (le tabelle allegate riportano comunque i dati di tutti i comuni). Andamento numero Partite Iva – Comuni ‘peggiori’ Narni (-26,6%), Umbertide (-24,8%), San Giustino (-23,9%). Comuni ‘migliori’ Amelia e Castiglione del Lago (entrambi -11,9%), Gualdo Tadino (-16,8%). Andamento reddito complessivo lordo Partite Iva – Comuni ‘peggiori’ Gualdo Tadino (-20,1%), Todi (-16,5%), Città di Castello (-11,7%). Comuni ‘migliori’ Assisi (+1,5%), Castiglione del Lago (+0,6%), Amelia (-1,3%). Andamento reddito medio annuo lordo Partite Iva – Comuni ‘peggiori’ Gualdo Tadino (-4%), Todi (+2,6%), Spoleto (+9,1%). Comuni ‘migliori’ Assisi (+29,3%), Marsciano (+24%), Umbertide (+23,2%). In quali comuni umbri le Partite Iva guadagnano di più e in quali meno in termini di reddito medio lordo annuo – Comuni ‘peggiori’ Gualdo Tadino (19mila 906 euro medi annui lordi), Spoleto (20mila 526 euro), Amelia (21mila 887 euro). Comuni ‘migliori’ Perugia (32mila 368 euro), Corciano (28mila 960 euro), San Giustino (26mila 796 euro).

Tutti e 19 i comuni umbri sopra i 10mila abitanti registrano, nel confronto tra le dichiarazioni dei redditi presentate nel 2013 e quelle presentate nel 2019, il segno meno nel numero delle Partite Iva. I cinque cali maggiori li evidenziano Narni, con una flessione del 26,6% (da 882 a 647, -235, in pratica è sparita più di una Partita Iva su 4), Umbertide (da 735 a 553, -24,8%), San Giustino (da 490 a 373, -23,9%), Marsciano (da 873 a 669, -23,4%) e Perugia con -23,1% (da 8mila 614 a 6mila 625, -1.989). Tutte realtà dove, nei sei anni considerati, è scomparsa in media quasi una Partita Iva su quattro. Flessioni oltre il 20% anche a Corciano (-21,5%), Assisi (-21,5%), Città di Castello (-21,4%) e Foligno (-20,1%). I cali più bassi, sempre nei comuni umbri oltre i 10mila abitanti, ad Amelia e Castiglione del Lago (entrambi -11,9%). Il comune di Terni (-22,1%) fa un po’ meglio di quello di Perugia. Il dato regionale (comprensivo di tutti i comuni) vede una flessione del 21% (-9mila 197 Partite Iva, con la scomparsa in sei anni di oltre una su cinque), mentre la provincia di Terni, complessivamente, mostra un arretramento più forte (-21,8%) della provincia di Perugia (-20,8%).

Sopra i 10mila abitanti i dati peggiori riguardaino Gualo Tadino.  I dati peggiori a Gualdo Tadino Gualdo Tadino segna un triplice primato negativo. Non solo è il comune umbro sopra i 10mila abitanti in cui il reddito complessivo reale annuo delle Partite Iva cala di più (-20,1%, che significa la scomparsa di 2,776 milioni di euro annui) nei sei anni considerati, ma anche quello in cui il loro reddito complessivo scende più del numero delle Partite Iva e quello che presenta il reddito medio annuo più basso tra i municipi più grandi. Il che significa che è l’unico municipio oltre i 10mila abitanti in cui, tra le dichiarazioni Irpef del 2013 e quelle del 2019, scende anche il reddito medio reale delle Partite Iva, che invece come vedremo aumenta del 15,9% nella regione, con 70 comuni umbri su 90 (non è stato possibile reperire i dati di Poggiodomo e Polino) che mostrano un reddito medio in aumento. Sempre nei 19 municipi maggiori, dopo Gualdo Tadino i peggiori andamenti del reddito complessivo reale annuo delle Partite Iva sono quelli di Todi (-16,5%, -3,179 milioni di euro di reddito), Città di Castello (-11,7%, -5,653 milioni), Narni (-11%, -1,994 milioni) e Spoleto (-10,2%, -3,234 milioni).

Assisi invece registra un incremento del reddito complessivo delle Partite Iva (+1,5%, +427mila euro), il che, come vedremo, fa di Assisi il comune umbro oltre i 10mila abitanti con l’aumento più forte del reddito medio, in quanto il calo del numero delle Partite Iva (-21,5%) è più che compensato dall’aumento del reddito medio reale di quelle che sono sopravvissute. Segno più anche per Castiglione del Lago (+0,6%, +88mila 767 euro), mentre flessioni sotto il 5% le evidenziano Amelia (-1,3%), Magione (-2,4%), Corciano (-3,7%) e Bastia Umbra (-4,7%). Marsciano segna -5%. Quanto ai due capoluoghi di Provincia, il comune di Terni (-9,3%, lasciando sul campo reddito per 10,367 milioni di euro) fa peggio di Perugia (-5,7%, -13,072 milioni di euro). A livello regionale il reddito complessivo reale delle Partite Iva scende dell’8,5%, il che significa la perdita di 72,962 milioni di euro l’anno. La provincia di Terni marca -10% (-22,12 milioni di euro) e quella di Perugia -8% (-57,842 milioni di euro annui).

Oltre 10mila abitanti l’aumento maggiore riuarda  Assisi. L’andamento del reddito medio annuo reale delle Partite Iva superstiti alla ‘selezione darwiniana’ (perché tale è stata, come evidenzia il forte calo del loro numero) è con il segno più nella media regionale (+15,9%) e in 70 dei comuni umbri considerati, sempre facendo il confronto tra le dichiarazioni dei redditi Irpef presentate nel 2013 e quelle presentate nel 2019. Anche se gli andamenti a livello comunale hanno intensità molto diverse, come si può osservare nella tabella 3. Un quadro che si allinea perfettamente al trend evidenziato nel precedente Rapporto sull’andamento delle Partite Iva nelle regioni italiane, dove appunto si è rilevata dappertutto una grande mortalità, ma in generale chi è sopravvissuto ai duri colpi subiti dai lavoratori autonomi ha un reddito reale superiore a prima.

Restando ai comuni umbri oltre i 10mila abitanti, come detto l’unico caso in cui scende il reddito medio annuo è quello di Gualdo Tadino (in termini reali, una Partita Iva presentava nella dichiarazione Irpef del 2013 la cifra di 20mila 728 euro lordi, mentre nel 2019 ne presenta 19mila 906). È Assisi (+29,3%, con la crescita di 5mila 315 euro lordi annui), invece, il comune con la crescita più marcata del reddito medio lordo annuo delle Partite Iva. Quindi Marsciano (+24%, che significa un incremento del reddito annuo lordo di 4mila 961 euro), Umbertide (+23,2%, +4mila 906 euro), Corciano (+22,7%, +5mila 354 euro) e Perugia (+22,6%, +5mila 956 euro). Incrementi del reddito medio annuo più limitati a Todi (+2,6%, +563 euro) e Spoleto (+9,1%, +1.710 euro). Terni marca +16,5% (+3mila 551 euro). A livello regionale il reddito medio lordo annuo delle Partite Iva superstiti cresce, come detto, del 15,9% (+3mila 418 euro), mentre la provincia di Perugia segna +16,1% (+3mila 539 euro) e quella di Terni +15,1% (+3mila 034 euro).

Perugia stacca tutti. Il comune di Perugia è primatista assoluto in Umbria, non solo tra i municipi oltre 10mila abitanti ma tra tutti i municipi, per reddito medio annuo lordo delle Partite Iva: 32mila 368 euro lordi annui nelle dichiarazioni Irpef presentate nel 2019, ultimo anno per cui sono disponibili i dati. Al secondo posto, staccato, c’è Corciano (28mila 960 euro). Quindi San Giustino (26mila 796 euro), Città di Castello (26mila 614 euro) e Foligno (26mila 796). Se le prime 20 posizioni (su 90) sono occupate da 13 comuni con oltre 10mila umbri, vi appaiono comunque 7 comuni sotto questa soglia: nell’ordine Citerna, Torgiano, Castel Giorgio, Spello, Porano, Bevagna, Monte Santa Maria Tiberina. E tra la ventesima e la trentesima posizione ci sono realtà come Panicale, Monte Castello di Vibio, San Gemini e Valfabbrica. Che, per fare un esempio, superano il reddito medio delle Partite Iva di un comune come Gubbio.

Tornando ai comuni con oltre 10mila abitanti, in coda ci sono Gualdo Tadino (19mila 906 euro), Spoleto (20mila 526) e Amelia (21mila 887). Il comune di Terni è in ottava posizione, con 25mila 029 euro di reddito medio lordo annuo. Da notare che Assisi, benché sia il comune umbro oltre 10mila abitanti in cui tra le dichiarazioni Irpef 2013 e quelle 2019 il reddito medio delle Partite Iva è cresciuto di più, a livello di graduatoria dei comuni in base alle entrate lorde è solo al tredicesimo posto tra i municipi più grandi. Come è da segnalare che l’ultima posizione di Gualdo Tadino in questa graduatoria gli assegna – relativamente ai comuni con oltre 10mila abitanti – il terzo primato negativo, dopo i due di cui si è parlato sopra.

Per il resto, come c’era d aspettarsi, le ultime 40 posizioni di coda, tra tutti i municipi umbri, sono occupate da comuni sotto i 10 mila abitanti. Da evidenziare anche le posizioni di coda dei comuni della Valnerina, come Norcia e Cascia, duramente colpiti dal sisma e per questo scivolati all’indietro. Infine, il reddito medio annuo lordo delle Partite Iva in provincia di Perugia è superiore del 10,3% rispetto a quello della provincia di Terni (rispettivamente 25mila 526 e 23mila 145 euro), mentre la media regionale è di 24mila 935 euro.

 

 

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