GUBBIO, 5 gennaio 2021 – “Esprimiamo la nostra preoccupazione sul mancato accantonamento da parte del Comune della somma “una tantum” di oltre 8 milioni di euro che dovrebbe essere dovuta al Gestore uscente Italgas alla data di scadenza del contratto nel 2025”.
Ad affermarlo i consiglieri del Gruppo Lega Michele Carini, Angelo Baldinelli e Stefano Pascolini che nel corso dell’ultimo Consiglio hanno presentato una interpellanza per conoscere nel dettaglio “se questo accantonamento è stato posto in essere, oppure se il canone extratributario è stato utilizzato interamente per spesa corrente e come la Giunta intende far fronte all’uscita di 8.800.000 euro più iva nel 2025, a prescindere dalla competenza amministrativa di questo esecutivo, considerando l’ eventuale vendita della rete non del tutto scontata”.
Nella interpellanza viene ricordata come la vicenda abbia assunto fin dall’inizio dei risvolti molto elaborati e complicati: “Si è partiti con l’accordo bonario per la valutazione della rete raggiunto nel 2013 tra il gestore uscente Estigas (ora Italgas) ed il Comune di Gubbio attraverso Gestir srl. Durante il consiglio comunale del 29 luglio 2016 l’assessore di riferimento puntualizzava che l’inserimento della rete nel bando per la concessione del vettoriamento attraverso la centrale appaltante Atem di Foligno non era di fatto una vendita.

Il bando comunque verrà sottoposto al controllo e all’accettazione dell’ Autorità per l’energia la quale potrebbe comunque rimettere in discussione l’intero bando di vettoriamento con conseguente ritrattamento delle condizioni o addirittura potrebbe concedere la vendita ad un valore amministrativo delle reti e non al valore industriale”.
Concludono i consiglieri del Gruppo Lega: “Rimaniamo in attesa della risposta scritta della nostra interpellanza da parte del sindaco ad oggi non ancora pervenuta. Da un lato capiamo che ci sono delle responsabilità governative in merito al bando di vendita delle reti, dall’altro però c’era una responsabilità dell’amministrazione con un impegno preso nel 2016 con il quale dovevano essere accantonate delle quote per mettere al sicuro l’Ente nel 2025”

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