Servizio a cura di GILBERTO SCALABRINI

Foligno, 18 gennaio 20210 – Una volta era come una grande fattoria nel cuore di Foligno o, se preferite, la città con i campi in centro. Stiamo parlando di piazza del Grano che fino a venti anni fa ospitava tanti coltivatori diretti. Arrivavano spingendo i loro carretti cigolanti pieni di verdure, frutta, piante e animali; sfidavano i rigidi inverni, la pioggia e il solleone. Le bancarelle del mercato erano tantissime, adesso si possono contare sulle dita di una mano. La fattoria dei nostri sogni non c’è più. I contadini arrivano con furgoncini o Ape Piaggio, allestiscono il banco con due cavalletti e non hanno nemmeno bisogno di aprire gli ombrelloni di tela, perché il Comune ha installato delle bruttissime tettoie che hanno modificato gli spazi e rovinato la bellezza della piazza. Soldi di cittadini buttati al vento ma, all’epoca, qualcuno pensava che anche nel futuro ci sarebbe stato il contadino. Un contadino felice di alzarsi presto al mattino, lavorare fino alla sera e guadagnare pochissimo. Purtroppo per loro, così non è stato e adesso in quelle tettoie c’è la full immersion del popolo della movida. Prima della pandemia le allegre brigate dei giovani si godevano le serate fino a notte fonda. La mattina presto, gli operatori ecologici ripuliscono l’area e intorno alle 7,30 arrivano gli ultimi contadini della zona.

“Quando ci ritireremo anche noi vecchi contadini (siamo rimasti in quattro) allora il mercato in piazza del Grano delle erbe sarà finito. In questa piazza veniva anche mia madre –racconta uno dei coltivatore diretti- e io ho proseguito sulla sua scia per scelta”.

Una realtà triste, di cui nessuno si occupa più, perché i coltivatori diretti, quelli più giovani, hanno trovato spazio una volta a settimana presso la “cantina de Trinci” in via Fiamenga. In piazza del Grano nel centro storico di Foligno sono rimasti in tre, qualche volta in quattro. Servono clienti affezionati e conservano ancora l’amore per la terra, anzi per quell’antico sistema delle stagione e dei suoi cicli. Ti raccontano tante storie, tramandate dai nonni ai loro padri, come per esempio le fasi lunari crescenti o calanti, i consigli di Barbanera per seminare o raccogliere i prodotti.

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