Perugia, 21 gennaio 2021 – È importante che la Giunta regionali si attivi presso il Governo nazionale affinché i contributi nazionali a fondo perduto previsti per le attività di vendita di beni e servizi  al pubblico situate nei centri storici nei Comuni con santuari religiosi vengano estesi a tutti i comuni umbri che hanno dei santuari sul proprio territorio e che il  contributo venga comunque riconosciuto a tutti i Comuni a vocazione turistica che rispettano il rapporto tra presenze turistiche e cittadini residenti”. Lo rileva,  attraverso una mozione rivolta all’Esecutivo di Palazzo Donini, il consigliere regionale Francesca Peppucci (Lega).

Per Peppucci, “è necessario che venga garantita un’azione tempestiva ed omogenea per ampliare una misura che risulta evidentemente insufficiente. La pandemia e le  successive misure restrittive previste dal Governo, in particolare per quanto riguarda gli spostamenti tra Comuni e Regioni, nonché i limiti imposti ai flussi turistici  nazionali e internazionali, hanno inflitto un colpo durissimo al settore del turismo e quindi a tutte le attività economiche ad esso collegate, in particolare quelle ubicate  nei centri storici cittadini”.

“Oltre ad Assisi finalmente incluso, sono numerosi – prosegue il consigliere regionale – i Comuni umbri in cui esistono dei santuari, come Cascia, Spoleto, Montefalco,  Orvieto, Narni, Citerna, Preci, Terni, Todi e Città di Castello. È giusto includerli nelle città che possono ricevere contributi a fondo perduto, così come è necessario  riconoscere centralità anche alle numerose altre destinazioni turistiche, di tipo artistico, storico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico, che contraddistinguono  l’eccellenza italiana e di cui la nostra regione è ricca. È inaccettabile – conclude – che molte attività situate in città turistiche restino escluse dai contributi a fondo  perduto. Per questo è necessario un confronto al più presto affinché le realtà dimenticate da questo Governo possano ricevere adeguati ristori per superare questo
grave periodo di crisi”.

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