Acquasparta , 26 gennaio 2021 – Tra le decine di appuntamenti che ogni anno si rinnovano per il 27 gennaio, Giornata della Memoria, quanto accadrà a Configni di Acquasparta ha assolutamente dell’inedito e degno di essere annotato sull’agenda. In uno spazio che ha vissuto in presenza soltanto 4 ore (dalle 15 alle 19 del 23 ottobre, giorno inaugurale), ma che non ha cessato un minuto di promuovere la sua attività, la microlibreria So’Stare, progetto dell’Associazione Bottegart, incastonata nel piccolo borgo di 60 abitanti e completamente finanziata da una sottoscrizione popolare, ha il grande piacere di ospitare per una vera e propria prima nazionale, la presentazione di E’ questo il fiore, ultimo libro di Mauro Biani, in libreria da appena una settimana.

Ad oggi infatti, soltanto la casa editrice People ha presentato il lavoro di Biani in uno spazio lungo di dialogo con l’autore. Bottegart quindi, con Paolo Antonio Manetti e Fabiola Bernardini ad accogliere gli ospiti, condurrà la diretta streaming onorata di celebrare la Giornata della Memoria con un testo dedicato all’antifascismo ed al “dovere” della memoria.

Con Biani, Francesco Foti della casa editrice People e Camilla Todini presidente Anpi Todi.

27 gennaio, ore 17
Diretta Facebook sulle pagine Bottegart, So’Stare – microeditoria del borgo consapevole e Anpi Todi

È questo il fiore raccoglie le migliori vignette che Mauro Biani ha dedicato all’antifascismo, impreziosite da dieci inediti. Un viaggio che parte dalla testimonianza di Liliana Segre, dal dovere della memoria, e passa per il fuoco mai spento della Liberazione, che si riverbera nella Resistenza quotidiana di tante e tanti. Una Resistenza ancor più meritevole se messa a confronto con una politica che – quando non cavalca il ritorno dei nostri spiriti peggiori – si volta dall’altra parte, con un’internazionale sovranista che minaccia di dare nuovamente fuoco al mondo intero, con il fascismo che torna nelle periferie e nei palazzi – in maniera ora sottile e subdola, ora apertamente dichiarata –, con chi di tutto questo si cura poco, quasi nulla, perché sono “cose che capitano”. Un viaggio per chi di fronte a tutto questo non si arrende perché, come ci ricorda Giuseppe Civati, «fermare subito le “cose che capitano” è il primo compito di una persona che vuole essere compitamente antifascista.»
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