Perugia, 14 febbraio 2021 -Proprio come i polli di Renzo di manzoniana memoria:  si beccavano tra loro in modo inconsapevole. Qui si becca l’un contro l’alyto nella speranza di conquistarsi la benevolenza di chissà quale padrone di turno. Senza chiedersi quanti altri prezzi bisognerà continuare a pagare per rimettere il piedi questo Paese, ormai sgangherato dal virus. Quando la smetteremo di rimplallare le responsabilità, come in una partita di ping pong, sarà sempre tardi.  Forse non impareremo mai ad affrontare tutti insieme il problema del nostro futuro. Lo diciamo dopo la giusta presa di posizione del comitato di genitori e insegnanti, a proposito dell’ultima decisione della Regione Umbria dopo la sentenza del TAR. In uno strimngato comunicato si legge: “Apprendiamo da vari articoli di giornali e da notizie pubblicate su Facebook, che alcuni Sindaci dei Comuni umbri della Zona Rossa starebbero valutando la possibilità di emanare Ordinanze di chiusura dei servizi socio-educativi 0-6 anni, con decorrenza da domani, nonostante il Presidente del TAR UMBRIA Raffaele Potenza ieri abbia decretato la riapertura immediata degli asili nido e scuole dell’infanzia pubblici e paritari nei su detti Comuni. Siamo inoltre a conoscenza che da ieri si stanno susseguendo numerose riunioni tra i Sindaci dei Comuni indette dall’Anci.

Il Comitato “A scuola” informa che, qualora i Comuni non si adattassero al decreto del TAR, i genitori interessati sarebbero pronti ad impugnare eventuali Ordinanze Sindacali.”. Adesso c’è chi chiude chi aspetta. Che strano Paese il nostro!

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